Strofe per una prima Comunione

Insieme editoriale: Poesie / Poesie religiose

Strofe di tema eucaristico intitolate a sei momenti particolari della funzione religiosa in cui dovevano essere recitate o cantate, composte in diversi momenti a partire dal 1832 e raccolte secondo l’ordine definitivo nell'ultima dispensa delle Opere varie uscita nel 1855: Prima della Messa (Sì, Tu scendi ancor dal cielo), All’Offertorio (Chi dell’erbe lo stelo compose?), Alla Consacrazione (Ostia umìl, Sangue innocente), Prima della Comunione (Questo terror divino), Alla Comunione (Con che fidente affetto), Dopo la Comunione (Sei mio; con Te respiro). Il primo, il terzo e il sesto gruppo di versi vennero composti nel 1832 su richiesta di don Giulio Ratti, parroco di San Fedele, per essere musicati e cantati dai giovani comunicandi di quell’anno. Il quarto e il quinto gruppo di versi vennero aggiunti nel 1834, forse dietro una analoga richiesta del sacerdote. Infine, il secondo gruppo fu composto probabilmente tra il 1846 e il 1848 (vd. MORONI 2008, p. 73).

Al di là dell'occasione che le originò, Manzoni, mosso da un intento didascalico, trattò nelle Strofe il tema del mistero della transustanziazione e dell’incontro con Cristo con estrema semplicità metrica, retorica e sintattica, e con l’impiego di un linguaggio elementare, affinché l'alto messaggio religioso fosse riconosciuto e assorbito dai giovanissimi destinatari chiamati a eseguirle (vd. GETTO 1967, p. 413 e FRARE 2017, p. 172-173).

Titoli alternativi
  • Strofe | da cantarsi | da | un coro di giovanetti | alla prima comunione | nella I. R. chiesa prepositurale |di Santa Maria della Scala in San Fedele (nelle prime edizioni uscite a Milano presso Pirola nel 1832 e nel 1834)
Metro
Strofe di ampiezza variabile, dai sei agli undici versi, composte di ottonari, decasillabi e settenari variamente rimati, per un totale di 58 versi: "Prima della Messa": strofa di 8 ottonari con rima tronca al v. 4 e al v. 8 secondo lo schema abac’bddc’; "All’Offertorio": due strofe di 8 decasillabi, la prima con schema abbc’deec’ e la seconda con schema aabc’bddc’; "Alla Consacrazione": strofa di 6 ottonari con rima tronca al v. 3 e al v. 6 secondo lo schema abc’bac’; "Prima della Comunione": strofa di 9 settenari con schema ab’ab’ccddb’; "Alla Comunione": strofa di 11 settenari con schema abac’dc’bebec’; "Dopo la Comunione": strofa di 8 settenari con rima tronca al v. 4 e al v. 8 secondo lo schema abbc’addc’.
Struttura

Sei gruppi di versi, di cui soltanto il secondo presenta un’articolazione in due strofe, per un totale di 7 strofe: Prima della Messa, vv. 8; All’Offertorio, 2 strofe, vv. 16; Alla Consacrazione, vv. 6; Prima della Comunione, vv. 9; Alla Comunione, vv. 11; Dopo la Comunione, vv. 8.

Storia del testo

Nel 1832, su richiesta del parroco di San Fedele don Giulio Ratti, Manzoni compose le tre Strofe «Sì, Tu scendi ancor dal cielo», «Ostia umìl, Sangue innocente», «Sei mio; con Te respiro» – allora rispettivamente intitolate Dopo il preparamento, Dopo la Consacrazione e Dopo la Comunione – affinché fossero cantate dai giovani comunicandi di quell’anno. Lo scrittore avviò la stesura con qualche iniziale difficoltà, come prova la lettera datata al 21 aprile 1832 nella quale chiedeva una proroga al sacerdote «poichè la trista prova che ho fatta mi dà paura d'un nuovo fiasco» (lettera n. 390). Senza essere particolarmente soddisfatto, il 27 aprile inviava le tre Strofe al Ratti, sottoponendogli alcune varianti (vd. lettera n. 391 e l’autografo Manz.B.XXX.7b-c). Il parroco non mutò nella sostanza i versi manzoniani, che furono stampati dal tipografo milanese Luigi Giacomo Pirola, anonimamente, con il titolo Strofe da cantarsi da un coro di giovanetti alla prima comunione nella I. R. Chiesa prepositurale di Santa Maria della Scala in San Fedele, e vennero cantati con musica del maestro Benedetto Neri nella chiesa di San Fedele il 10 maggio del 1832 (vd. nota del Ratti in calce a Manz.B.XXX.7b-c, c. 2r). Nel 1833, per iniziativa del Ratti, un coro di dodici giovani comunicandi accompagnati dal maestro Neri eseguì le stesse strofe in casa Manzoni, la sera precedente la prima Comunione del figlio Enrico (vd. lettera del 24 aprile 1833 di Enrichetta Blondel alla figlia Vittoria, in DANELON 2006, p. 349).

Nel 1834 Manzoni compose le strofe «Questo terror divino» e «Con che fidente affetto», probabilmente dietro una nuova richiesta di don Ratti, come suggerisce la lettera del 7 marzo 1834 che a quelle strofe sembra riferirsi: «Non si è mai fatto tardi e male con più desiderio di far presto e bene. Le trivialità e le cacofonie che Le daranno nell’occhio a prima giunta, le sento anch’io; ma non trovo la via di levarle. Veda Ella dove e come si possa correggere, o se si debba rifare» (vd. lettera n. 1829, in ARIETI-ISELLA 1986, vol. III, p. 1203). Delle due strofe si conserva una copia apografa, probabilmente di mano del Ratti, con poche varianti in Manz.B.XXXV.6; vennero stampate ancora anonimamente presso il Pirola nel 1834 prive di titolazioni e anticipate dalla numerazione romana «I» e «II». La paternità manzoniana delle Strofe fu però dichiarata già nelle Poesie liriche di Alessandro Manzoni, Inni di Giuseppe Borghi, Terzine di Giovanni Torti edite dalla Società Tipografica de’ Classici italiani nel 1833 e ristampate nel 1836. Negli anni successivi queste prime cinque Strofe, ampiamente fruibili nella pratica liturgica, videro numerose ristampe ad opera del Pirola (1837, 1839, etc.), del Baudry (1840) del Tommaseo (1850), per cui si veda MORONI 2008, pp. 40-43 e pp. 60-62.

A distanza di oltre dieci anni Manzoni compose i versi All’Offertorio «Chi dell’erbe lo stelo compose?», conservati, autografi, dai manoscritti Vat. lat. 13951 della Biblioteca Vaticana, Manz.B.XXX.7a della Braidense, e A.2.87 del Centro di Studi Rosminiani (vd. MORONI 2008, pp. 73-75). Il primo, rintracciato da MORONI 1982, tramanda per la presenza al v. 14 della primitiva lezione «Quella fede che rompe ogni velo» in luogo della successiva variante «passa» (vd. anche il biglietto di Manz.B.XXX.20) la più antica testimonianza, ad oggi, della strofa, vergata a penna da Manzoni sul margine sinistro di una stampa volante del tipografo Pirola, senza data, contenente su due colonne «Sì, Tu scendi ancor dal Cielo» con il titolo Prima della Messa, «Questo terror divino» con il titolo All’Offertorio, «Ostia umìl, Sangue innocente» con il titolo Alla Consacrazione, «Con che fidente affetto» con il titolo Alla Comunione e «Sei mio; con Te respiro» con il titolo Dopo la Messa (i gruppi I, IV, III, V, VI dell’ed. definitiva). Per Ornella Moroni questa stampa rappresenterebbe la prima vera sistemazione delle strofe eucaristiche all’interno di un preciso ordine liturgico, e si collocherebbe dopo la ristampa delle Strofe del 1832 fatta da Pirola nel 1837 (cfr. MORONI 1982, p. 174). Data la presenza dei Versi per una prima Comunione vergati a penna nel margine destro, il Vat. Lat. 13951 sembrerebbe inoltre attestare l’intenzione, poi abbandonata, di includere anch’essi nella serie delle Strofe (cfr. MORONI 1982, p. 183, e ISELLA 2003, p. 456). L’autografo Manz.B.XXX.7a (c. 1r-v), dove la strofa si legge con il titolo Altra, all'Offertorio e la variante evolutiva «passa» al v. 14, è posteriore al Vat. Lat. 13951 secondo MORONI 1982, p. 179 (e vd. anche MORONI 2008, pp. 74-75); inoltre, la dipendenza di Manz.B.XXX.7a dal Vat. lat. 13951, dove i versi «Chi dell’erbe lo stelo compose?» sono vergati a penna da Manzoni in corrispondenza della strofa «Questo terror divino» stampata con il titolo All’Offertorio, spiegherebbe a detta della studiosa anche il titolo Altra, all'Offertorio su Manz.B.XXX.7a. Infine, il manoscritto custodito a Stresa, A.2.87, conserva la copia autografa della strofa spedita da Manzoni a Rosmini, che così la trascrisse al cardinale Antonio Tosti il 20 aprile 1850 (vd. la lettera in BONOLA 1901, pp. 430-431).

Sulla scorta di quest’ultima testimonianza, i precedenti editori SANESI 1954, pp. CLXXXXVIII-CLXXXIX, e GHISALBERTI 1957, p. 833 proponevano come anno di composizione di All’Offertorio il 1850. Per contro, Moroni ha posto l’accento sul forte legame che All’Offertorio intrattiene con l’inno incompiuto Ognissanti, avviato negli anni ’30, ripreso tra il 1846 e il 1847 e definitivamente abbandonato nel 1848, e ha quindi proposto una datazione al 1846-1847 o al 1847-1848 (vd. MORONI 1982, p. 178 e MORONI 2008 p. 73). FRARE 2017, p. 168 che pure ribadisce il legame con Ognissanti ritiene tuttavia «difficile dire con esattezza quando furono scritte». I versi di All’Offertorio apparvero per la prima volta, insieme alle altre Strofe nella sequenza e nella forma definitiva, nell’esemplare unico degli Inni sacri e altre poesie liriche del 1848 stampato da Redaelli come omaggio all’autore. Vennero poi pubblicati con le altre Strofe nell’ultimo fascicolo delle Opere varie uscito nel 1855 (pp. 851-854).

A lungo la critica ha ravvisato nei versi All’Offertorio un frammento di un ideato inno sacro per il Corpus Domini, a partire da BONOLA 1901, p. 376-378, il quale attenendosi alla «tradizione rosminiana» così li presentava e ipotizzava che anche tutte le altre Strofe per una prima Comunione fossero in origine tentativi dell’inno. Si oppose a questa ricostruzione ROTONDI 1939, pp. 47-48, secondo il quale Manzoni difficilmente avrebbe composto un inno polimetrico. SANESI 1954, pp. CLXXXVI-CLXXXVIII (seguito da GHISALBERTI 1957, p. 833) ha ipotizzato che soltanto i versi di All’Offertorio appartenevano in origine all’inno, mentre a FRARE 2017, p. 168 «l’obiezione della diversa struttura metrica delle strofette, già avanzata da Rotondi [...] pare insuperabile».

Nel 2002 Dante Isella diede notizia del ritrovamento dei versi «Nella caduca polve / Che la mia vita involve / Degno non son qual ospite / D’accoglierti, o Signor. / Ma dì una parola / Che assolve e che consola / E immacolata l’anima / Sarà del peccator», presenti tra altre Strofe per una prima Comunione in una copia apografa posseduta da un collezionista privato. Lo studioso ammetteva la paternità del Manzoni (poi sostenuta anche da MORONI 2008, pp. 91-95) che li avrebbe in seguito rifiutati e esclusi dalla serie eucaristica delle Opere varie (vd. ISELLA 2002, poi ISELLA 2003). Più tardi, Pier Maria Sogliani rintracciò un’altra strofetta attribuendola al Manzoni: «Figlio che temi? Ah torna / torna al tuo padre amante: / ahi! quante volte e quante / io sospirai per te! / Pensa che Figlio sei, / pensa che Padre io sono, / pensa che ti perdono, / non dubitar di me» (vd. SOGLIANI 2001). Entrambe le attribuzioni sono state negate da FRARE 2017, pp. 168-169 che ha individuato in Samuele Biava l’autore della strofetta «Nella caduca polve» edita nelle Melodie sacre ovvero Inni, Cantici e Salmi popolari della Chiesa volgarizzati da Samuele Biava, Milano, Pirola, 1836, e in S. Alfonso de’ Liguori l’autore dei versi «Figlio che temi? Ah torna» (vd. la canzonetta Gesù Cristo qual Padre del Figlio prodigo in Opere spirituali, Venezia, Remondini, 1758).

Date di elaborazione

1832; 1834; 1846-1848


Testimoni manoscritti (vedi tutti)
  • Manz.B.XXX.7a • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Autografo di “All'Offertorio”, «Chi dell'erbe lo stelo compose?»; copie di Teresa Stampa di “Alla Consacrazione”, «Ostia umìl, Sangue innocente»; “Dopo la Comunione”, «Sei mio; con Te respiro»; “Alla Comunione”, «Con che fidente affetto»)
  • Manz.B.XXX.7b-c • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Autografo: lettera del 27 aprile 1832 a don Giulio Ratti con le strofe “Prima della Messa”, «Sì, Tu scendi ancor dal cielo»; “Alla Consacrazione”, «Ostia umìl, Sangue innocente»; “Dopo la Comunione”, «Sei mio; con Te respiro»)
  • Manz.B.XXX.20 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Domanda di Teresa Stampa e risposta di Manzoni sulla variante al v. 14 di “All'Offertorio”)
  • Vat. lat. 13951 • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana
    (Autografo di “All'Offertorio” su stampa volante Pirola)
  • A.2.87 • Stresa, Centro Internazionale di Studi Rosminiani, Archivio Storico dell’Istituto della Carità
    (Autografo di “All'Offertorio” spedito al Rosmini)
  • Giorgini IV.D.4 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Copia apografa delle strofe del 1832)
  • Manz.B.XXXV.6 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Copia apografa, forse del Ratti, delle strofe del 1834)
  • Vat. lat. 14614 • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana
    (Copia apografa di “All'Offertorio”)
  • Fondo Stampa, busta 2 • Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani
    (Copia di Teresa Stampa per il figlio Stefano di “Prima della Messa”, “All'Offertorio”, “Alla Consacrazione”, “Alla Comunione”)
  • Fondo Stampa, busta 4 • Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani
    (Copia delle “Strofe” di mano di Teresa Stampa)
  • Fondo Stampa, busta 16 • Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani
    (Immagine sacra con i versi di “Prima della Messa”; copia di “All'Offertorio”)
  • Collezione privata • [Istituto conservatore sconosciuto]
    (Copia apografa rintracciata da ISELLA 2002)
  • Collezione privata • [Istituto conservatore sconosciuto]
    (Copia apografa di “All'Offertorio” rintracciata da PEDRINA 1923)

Prime edizioni
  • OPERE VARIE 1845 = Manzoni Alessandro, Opere varie di Alessandro Manzoni. Edizione riveduta dall'autore, Milano, Redaelli, 1845
    (ultima dispensa apparsa nel 1855, pp. 851-854)
  • PIROLA 1834 = Manzoni Alessandro, Strofe da cantarsi da un coro di giovanetti alla prima comunione nella I. R. chiesa prepositurale di Santa Maria della Scala in San Fedele, Milano, coi tipi di Luigi di Giacomo Pirola, 1834
    (il quarto e il quinto gruppo di versi: Prima della Comunione, «Questo terror divino» e Alla Comunione, «Con che fidente affetto»)
  • PIROLA 1832 = Manzoni Alessandro, Strofe da cantarsi da un coro di giovanetti alla prima comunione nella I. R. chiesa prepositurale di Santa Maria della Scala in San Fedele, Milano, Pirola, 1832
    (il primo, il terzo e il sesto gruppo di versi: Prima della Messa, «Sì, Tu scendi ancor dal cielo», Alla Consacrazione, «Ostia umìl, Sangue innocente»; Dopo la Comunione, «Sei mio; con Te respiro»)

Edizioni di riferimento
  • FRARE 2017 = Manzoni Alessandro, Inni sacri e odi civili, Introduzione e commento di Pierantonio Frare, Milano, Centro nazionale studi manzoniani, 2017 (Edizione nazionale ed europea delle opere di Alessandro Manzoni, 1)
    (pp. 167-181)
  • DANZI 2012A = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, a cura di Luca Danzi, Milano, BUR Rizzoli, 2012
    (pp. 475-477, in Appendice; nota al testo p. 33)
  • MORONI 2008 = Moroni Ornella, Le Strofe per una prima Comunione di Alessandro Manzoni, Roma, Aracne, 2008
    (testo pp. 105-123)
  • BOGGIONE 2002 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, a cura di Valter Boggione, Torino, Unione tipografico-editrice torinese, [2002] (Classici italiani)
    (pp. 211-218)
  • LONARDI-AZZOLINI 1992B = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, 1797-1872, a cura di Gilberto Lonardi, commento e note di Paola Azzolini, Venezia, Marsilio, 1992 (Letteratura universale. Esperia)
    (testo pp. 232-234, nota al testo e commento pp. 463-468)
  • CHIARI-GHISALBERTI 1957 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, Milano, Mondadori, 1957 (Tutte le opere di Alessandro Manzoni, a cura di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti, “I classici italiani", vol. I)
    (testo pp. 26-27, nota al testo pp. 832-835)
  • SANESI 1954 = Manzoni Alessandro, Poesie rifiutate e abbozzi delle riconosciute, a cura di Ireneo Sanesi, Firenze, Sansoni, 1954
    (testo alle pp. 269-272; discussione pp. CCLXIII-CCLXX)

Risorse correlate
Edizione del testo in preparazione

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