[Alla sua donna]

Insieme editoriale: Poesie / Poesie prima della conversione

Dedicato, secondo l'interpretazione prevalente, alla sorella di Ermes Visconti, Luigia, conosciuta da Manzoni nel 1801, con la quale Manzoni e Giulia Beccaria avevano coltivato per un certo periodo un progetto matrimoniale, svanito nel 1807 per il matrimonio della giovane con il marchese Gian Carlo di Negro (su cui cfr. la lettera a Fauriel del 19 marzo 1807), il sonetto costituisce un omaggio alla donna e alla sua altezza morale a cui il poeta accredita nelle quartine ogni propria qualità e in particolare il disdegno verso i piaceri mondani e vili del secolo in cui vive. Qualità che tuttavia, come argomenta nella prima terzina, non sono sufficiente a renderlo «mondo» in misura sufficiente ad ottenere l'amore della donna; tuttavia il poeta, pur consapevole delle difficoltà di questo percorso di affinamento morale, persiste per la «via alpestre» non potendo ormai sottrarsi alla passione amorosa. Il sonetto, che presenta molti echi dellacasiani (già notati da Tommaseo), tanto lessicali (fino alla citazione esplicita) quanto strutturali (le forti inarcature della seconda quartina in particolare), denuncia chiaramente la influenza della "postura" morale foscoliana, insieme a una precisa volontà letteraria-arcaicizzante, con riprese petrarchesche e addirittura della lirica delle origini («al tuo paraggio») e insistita ricerca di figurazioni retoriche (poliptoti, allitterazioni). Al di là quindi della possibile origine autobiografica si tratta di un tema topico che si giustifica, come annota Gavazzeni, nel quadro di quella «irresistibilità di una vocazione letteraria», qui coniugata sul soggetto amoroso, «assolutamente affermata» in Novo intatto sentier», anch'esso ascrivibile al 1802.

Incipit
Se pien d'alto disdegno e in me securo
Metro
sonetto con schema ABBA ABBA CDE CDE
Storia del testo

Pubblicato per la prima volta nel 1884 prima nella «Revue internationale» di Firenze (10 giugno 1884, p. 849) e poi nell'«Illustrazione italiana» di Milano del 15 giugno 1884, p. 382, in entrambe come annuncio della vendita all'asta dell'autografo (firmato e datato 1802) il 21 di quello stesso mese a Parigi presso Etienne Charavay, nel cui catalogo (CHARAVAY 1884 p. 446) è riprodotto l'autografo (https://books.google.it/books?redir_esc=y&hl=it&id=SXsNAAAAQAAJ). Qui venne probabilmente acquistato dal collezionista Ercole Gnecchi che lo rieditò nel 1896 accompagnandolo a sua volta alla riproduzione in facsimile (GNECCHI 1896). In seguito l'autografo andò disperso, prima della donazione della collezione Gnecchi alla Biblioteca Braidense, ed è segnalato da GAVAZZENI 1992 e DANZI 2012 come conservato in una collezione privata. Oggi un autografo (non necessariamente lo stesso) è conservato alla Pierpont Morgan Library di New York, nella sezione Literary and Historical Manuscripts (LHMS), Misc. Italian, segnalato come donazione di Grace Maria Kolin, terza moglie del Conte di Dudley, nel 1977. Il sonetto aveva tuttavia avuto una circolazione anche in vita di Manzoni tanto che il Tommaseo poteva segnalarlo come uno dei testi manzoniani in possesso di Andrea Mustoxidi nella edizione BATELLI 1828-1829 («Delle poesie giovanili d'Alessandro Manzoni», p. 57) e ancora citarne l'ultimo verso in TOMMASEO 1858, pp. 402-403 con variante («tralasciar» anziché «intralasciar») probabilmente dovuta a lapsus di memoria. Sempre Tommaseo dichiara che il sonetto è stato composto «non ancora compiuti i sedici anni», il che, sommato alla datazione autografa, fa collocare la composizione nei primi mesi del 1802. Probabile quindi la sua seriorità rispetto ai due sonetti per Francesco Lomonaco, Come al divo Alighier e Francesco e' non fu mai.

Date di elaborazione

1802


Prima edizione
  • CHARAVAY 1884 = Catalogue de la précieuse collection d'autographes composant le cabinet de M. Alfred Bovet, Etienne Charavay expert, Paris, [catalogo d'asta], 1884
    (p. 446)

Edizioni di riferimento
  • DANZI 2012A = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, a cura di Luca Danzi, Milano, BUR Rizzoli, 2012
    (pp. 127-130)
  • BOGGIONE 2002 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, a cura di Valter Boggione, Torino, Unione tipografico-editrice torinese, [2002] (Classici italiani)
    (pp. 343-345)
  • GAVAZZENI 1992 = Manzoni Alessandro, Poesie prima della conversione, A cura di Franco Gavazzeni, Torino, Einaudi, 1992 (Nuova universale Einaudi, 209)
    (pp. 87-94)
  • LONARDI-AZZOLINI 1992B = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, 1797-1872, a cura di Gilberto Lonardi, commento e note di Paola Azzolini, Venezia, Marsilio, 1992 (Letteratura universale. Esperia)
    (testo p. 105; nota al testo e commento pp. 280-281)
  • CHIARI-GHISALBERTI 1957 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, Milano, Mondadori, 1957 (Tutte le opere di Alessandro Manzoni, a cura di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti, “I classici italiani", vol. I)
    (testo, p. 166; nota al testo, p. 866)
  • SANESI 1954 = Manzoni Alessandro, Poesie rifiutate e abbozzi delle riconosciute, a cura di Ireneo Sanesi, Firenze, Sansoni, 1954
  • BARBI-GHISALBERTI 1950 = Manzoni Alessandro, Scritti non compiuti. Poesie giovanili e sparse, lettere, pensieri, giudizi, con aggiunta di testimonianze sul Manzoni e indice analitico, in Manzoni Alessandro, Opere di Alessandro Manzoni, Centro Nazionale di Studi Manzoniani, a cura di Michele Barbi e Fausto Ghisalberti, Milano, Casa del Manzoni - Firenze, Sansoni, 1942-1950 (3 voll.)
    (p. 36)
Edizione del testo in preparazione

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