Urania - Poemetto

Insieme editoriale: Poesie / Poesie prima della conversione

Poemetto in versi sciolti, volto a celebrare le facoltà civilizzatrici della poesia, in linea con un motivo neoclassico di matrice vichiana (cfr. LANGELLA 2009), già sviluppato da Vincenzo Monti nella Musogonia e variamente ripreso nei medesimi anni da Ugo Foscolo.
Nella protasi (vv. 1-48) il poeta auspica il proprio ingresso nel «drappel sacro» dei vati italici, fra i quali primeggia il «Divo Alighier», «de l’ira maestro e del sorriso». Indi rievoca la tenzone poetica fra Pindaro e Corinna (vv. 49-160), vinta da quest’ultima col sostegno delle Grazie, che così si vendicano nei confronti del poeta tebano, colpevole di non averle omaggiate. Pindaro sale allora al Parnaso, dove viene confortato dalla musa Urania, sotto le spoglie della poetessa Mirtide. Urania spiega al suo protetto (vv. 161-346) come Giove abbia inviato sulla terra Muse e Grazie perché ispirino i poeti, chiamati a diffondere col loro canto le virtù fra i mortali. Nell’Epilogo (vv. 347-358) Urania torna nell’Olimpo, dopo aver lasciato a Pindaro la propria cetra.

Incipit
Su le populee rive e sul bel piano
Metro
endecasillabi sciolti
Struttura

Poemetto in quattro parti: vv. 1-48 (protasi); vv. 49-160; vv. 161-346; vv. 347-358.

Storia del testo

Il CARTEGGIO MANZONI-FAURIEL 2000 permette di seguire la lenta e faticosa composizione del poemetto, avviata nell’inverno 1806-1807. In una lettera del 30 marzo 1807 Manzoni scrive all’amico: «Pour Uranie et Pindare je n’y avais pas songé quand je vous ai écrit: encore moins à présent»; e l’8 aprile aggiunge «je n’ai pas donné un quart d'heure à Uranie depuis mon depart de Paris». Il 14 giugno, ancora «Pindare dort»; ma l’estate fu propizia al lavoro, e il 18 ottobre Manzoni poteva annunciare: «mon ennuyeuse besogne est presque achevée, j’en rends graces au Ciel, et je puis dire avec Le Franc: De moi je suis assez content». Tuttavia dovevano mancare ancora parecchi colpi di scalpello, se il 23 gennaio 1809 confessava al Fauriel di non aver scritto «onze sillabes depuis votre depart; je vais cependant me debarrasser de cette Uranie, dont je suis bien ennuyé».

Presso la Biblioteca Nazionale Braidense si conservano due minute del poemetto (segn. Manz.B.XIV.1, Manz.B.XIV.2), che uscì a Milano, presso la Stamperia Reale, nel settembre del 1809 (NARDINI 1809). Manzoni ne fu soddisfatto: il 5 ottobre avvertiva Fauriel di averne ricevuti quattro esemplari «tres bien imprimé»; il 12 si compiaceva dell’interesse suscitato nella capitale lombarda. Una decina di giorni più tardi, il 21, Vincenzo Monti si espresse in termini entusiastici in una lettera a Ferdinando Marescalchi: «L’Urania del nostro Manzoni fa grande onore alla poesia italiana, ed io godo di essere stato il profeta di questo nuovo splendore delle nostre Muse, che tornano finalmente a cibarsi di purissimo latte greco» (BERTOLDI 1928-1931: 300). Ma l’autore nel frattempo aveva mutato radicalmente i propri orientamenti ideologici e religiosi. In seguito non acconsentì mai a ristampe dell’Urania, definita in una lettera del 1823 a Giuseppe Mangili (n. 46) «una vera caricatura», degna dello spregiativo Uraniaccia col quale secondo Nicolò Tommaseo l’avrebbe ribattezzata, «non per lo stile, forbito anche troppo, ma per le idee e per l’affettata imitazione dell’antico, sebbene condotta con nuovi ardimenti» (TOMMASEO COLLOQUII 1928: 41).

Date di elaborazione

1806-1809


Testimoni manoscritti (vedi tutti)

Prima edizione
  • NARDINI 1809 = Manzoni Alessandro, Urania. Poemetto di Alessandro Manzoni, Milano, Stamperia Reale per cura di Leonardo Nardini, 1809

Edizioni di riferimento
  • DANZI 2012A = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, a cura di Luca Danzi, Milano, BUR Rizzoli, 2012
    (pp. 261-296)
  • GAVAZZENI 1992 = Manzoni Alessandro, Poesie prima della conversione, A cura di Franco Gavazzeni, Torino, Einaudi, 1992 (Nuova universale Einaudi, 209)
    (pp. 207-224)
  • LONARDI-AZZOLINI 1992B = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, 1797-1872, a cura di Gilberto Lonardi, commento e note di Paola Azzolini, Venezia, Marsilio, 1992 (Letteratura universale. Esperia)
    (testo pp. 139-151; nota al testo e commento pp. 321-330)
  • CHIARI-GHISALBERTI 1957 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, Milano, Mondadori, 1957 (Tutte le opere di Alessandro Manzoni, a cura di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti, “I classici italiani", vol. I)
    (testo pp. 201-210; nota al testo pp. 880-885)
  • SANESI 1954 = Manzoni Alessandro, Poesie rifiutate e abbozzi delle riconosciute, a cura di Ireneo Sanesi, Firenze, Sansoni, 1954
  • BARBI-GHISALBERTI 1950 = Manzoni Alessandro, Scritti non compiuti. Poesie giovanili e sparse, lettere, pensieri, giudizi, con aggiunta di testimonianze sul Manzoni e indice analitico, in Manzoni Alessandro, Opere di Alessandro Manzoni, Centro Nazionale di Studi Manzoniani, a cura di Michele Barbi e Fausto Ghisalberti, Milano, Casa del Manzoni - Firenze, Sansoni, 1942-1950 (3 voll.)
    (pp. 67-75)

Risorse correlate
Edizione del testo in preparazione

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