[Perplessità]

Insieme editoriale: Poesie / Poesie varie

La poesia, diretta all'amico Tommaso Grossi, è uno scherzo poetico che allude all'irresoluzione dell'autore rispetto a una partenza per un viaggio, e riproduce tanto nella forma metrica quanto nel lessico (il destinatario è qualificato come "ben mio") lo stile tipico delle ariette metastasiane. La chiusa con il solo primo verso seguito da puntini di sospensione allude in maniera iconica alla indecisione dell'autore ("Se il chieggo a me stesso...)

Titoli alternativi
  • [Scherzo epistolare in ariette melodrammatiche] (BARBI-GHISALBERTI 1950)
Incipit
Tu vuoi saper s'io vado
Metro
Odicina metastasiana di 5 strofe di 4 vv. più il primo verso della quinta seguito (volutamente) da puntini di sospensione. Le strofe 1, 2 sono in settenari con schema abbc di cui l'ultimo tronco che si ripete anche nelle str. 4 e 5 (rispettivamente sulle parole monosillabiche: me/che/te/me) che hanno lo stesso schema ma con verso senario. La terza strofa è invece in versi endecasillabi con schema AAAB di cui l'ultimo tronco ma su rima diversa dalle altre strofe ("so"), ed è tutta giocata sulla ripetizione del verbo dire: "Vuoi ch'io dica perché non lo dico?/Ma lo dico, oh destino inimico!/Non lo dico, oh terribile intrico!/Non lo dico, perchè non lo so"
Storia del testo

Pubblicata per la prima volta in GUERZONI 1880B con il titolo "Metastasiani", con evidente riferimento al metro e al tono della composizione e quindi ripresa da ANTONA TRAVERSI 1886 e CHIARI-GHISALBERTI 1957. Guerzoni dichiara di aver avuto accesso alla consultazione del testo, insieme ad altre carte manzoniane, grazie alla figlia di Grossi (da lui erroneamente nominata come Giulia, ma in realtà Elisa), circostanza confermata dal ritrovamento del frammento fra le carte Grossi oggi conservate nel Fondo Grossi presso l'Archivio storico civico di Milano. Il testo si presenta come un foglietto ripiegato ,originariamente sigillato con ceralacca ma privo di indirizzo. A parere di GHISALBERTI 1957 (p. 901) l'odicina sarebbe da collocare al 1817 nel periodo in cui Manzoni progettava di trasferirsi a Parigi (progetto che fu impedito dal mancato rilascio del passaporto da parte delle autorità austriaca) come per primo ha suggerito Michele Barbi (Annali manzoniani, vol. IV, 1943, pp. 5-11). Diversa l'ipotesi di SANESI (pp. CLXIX sgg.) propenso ad attriburlo piuttosto al viaggio in toscana del 1827, in base a una lettura erronea di una lettera di Manzoni allo stesso Grossi da Genova il 25 luglio del 1827.

Date di elaborazione

c.a. 1817


Testimoni manoscritti

Prima edizione
  • GUERZONI 1880B = Guerzoni Giuseppe, I Metastasiani, in «Corriere dei Comuni», Numero speciale Roma-Reggio Calabria, 1880

Edizioni di riferimento
  • BOGGIONE 2002 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, a cura di Valter Boggione, Torino, Unione tipografico-editrice torinese, [2002] (Classici italiani)
    (pp. 507-509)
  • LONARDI-AZZOLINI 1992B = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, 1797-1872, a cura di Gilberto Lonardi, commento e note di Paola Azzolini, Venezia, Marsilio, 1992 (Letteratura universale. Esperia)
    (testo p. 195; nota al testo e commento pp. 398-399)
  • CHIARI-GHISALBERTI 1957 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, Milano, Mondadori, 1957 (Tutte le opere di Alessandro Manzoni, a cura di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti, “I classici italiani", vol. I)
    (testo p. 238, nota al testo pp. 901-902)
  • SANESI 1954 = Manzoni Alessandro, Poesie rifiutate e abbozzi delle riconosciute, a cura di Ireneo Sanesi, Firenze, Sansoni, 1954
  • BARBI-GHISALBERTI 1950 = Manzoni Alessandro, Scritti non compiuti. Poesie giovanili e sparse, lettere, pensieri, giudizi, con aggiunta di testimonianze sul Manzoni e indice analitico, in Manzoni Alessandro, Opere di Alessandro Manzoni, Centro Nazionale di Studi Manzoniani, a cura di Michele Barbi e Fausto Ghisalberti, Milano, Casa del Manzoni - Firenze, Sansoni, 1942-1950 (3 voll.)
    (pp. 99-100)
Edizione del testo in preparazione

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