Avviso su questa edizione italiana [«Della indifferenza in materia di religione. Traduzione dal francese», 1819]

Insieme editoriale: Opere morali e filosofiche

Breve nota anonima di presentazione stampata nel primo tomo della traduzione italiana della prima parte dell'Essai sur l'indifférence en matière de religion di H.-F.-R. de Lamennais, uscito a MIlano nel 1819.

Titoli alternativi
  • «Avviso» per la traduzione dell'«Essai sur l'indifférence en matière de religion» dell'abate Lamennais (titolo redazionale in GHISALBERTI 1963B)
Storia del testo

La prima parte dell'opera di Lamennais uscì in Francia nel 1817, avendo subito una larghissima diffusione, con immediate traduzioni a Napoli, a Fermo, e quindi a MIlano, Dalla Stamperia di Giacomo Pirola, in due tomi, 1819-1820. L'edizione è opera di un traduttore non nominato e finora non riconosciuto, ma che venne identificato con Manzoni a partire da affermazioni di Stendhal e di Cantù, mentre per contro Giordani già nel 1827 (25 settembre) scriveva a Salvatore Betti di aver saputo direttamente dallo scrittore milanese che la traduzione non era sua: documento anche questo per altro di una attribuzione diffusa. L'ipotesi si poteva facilmente fondare sulla coincidenza con il momento della composizione della Morale cattolica, i cui intenti di fondo non erano lontani da quelli di Lamennais, con il quale si sono rilevati significativi punti di contatto e del quale era sinceramente ammiratore. Da altre parti dei ragionamenti di Lamennais a quell'altezza Manzoni invece si trovava distante, soprattutto in ambito politico (chiarissima per tutto la lettera di Tosi a Lamennais del 27 settembre 1819 pubblicata da RUFFINI 1931, I, p. 290). Poiché, come dichiara questo stesso Avviso, nella «traduzione si sono omessi alcuni passi del Testo, i quali riguardano le cose politiche, e segnatamente quelle di Francia», non risulta improbabile comunque una forma di collaborazione all'edizione milanese, nell'ambito della battaglia a favore della religione cattolica cui Manzoni era in particolare sollecitato da Luigi Tosi, cui può invece essere attribuita la cura dell'edizione (GASPARI 1997, p. 27). Così dunque, mentre lo stile della traduzione conferma l'estraneità di Manzoni alla sua stesura, l'Avviso dimostra di potergli appartenere. La conferma viene da una nota scritta sull'esemplare conservato oggi a Stresa (Biblioteca del Centro studi rosminiani) e regalato da Manzoni a Alfonso della Valle di Casanova, scoperta da Massimo Castoldi: «Era fra' libri di Alessandro Manzoni, e mi fu dato da lui in marzo 1862. Egli è l'autore dell'avviso su questa edizione» (vedi CASTOLDI 2004; in particolare per tutto il problema l'introduzione di Umberto Muratore, pp. XXXIX-XLIX, con la bibliografia precedente [ma a p. XL la lettera di Giordani citata non è quella pertinente, citata invece correttamente da BARBI 1939, p. 75; la lettera è pubblicata da Alfonso Bertoldi, Prose critiche di storia e d'arte, Firenze, Sansoni, 1900, p. 251]).

Date di elaborazione

1819


Edizioni di riferimento
  • CASTOLDI 2004 = Manzoni Alessandro, Dell'invenzione e altri scritti filosofici, Premessa di Carlo Carena. Introduzione e note di Umberto Muratore. Testi a cura di Massimo Castoldi. In appendice: Le stresiane, di Ruggero Bonghi, Milano, Centro Nazionale Studi Manzoniani, 2004 (Edizione nazionale ed europea delle opere di Alessandro Manzoni : testi criticamente riveduti e commentati / diretta da Giancarlo Vigorelli, 16)
    (testo pp. 3-4; nota filologica pp. 537-538)
  • GHISALBERTI 1963B = Manzoni Alessandro, Opere morali e filosofiche, Milano, Mondadori, 1963 (Tutte le opere di Alessandro Manzoni, a cura di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti, “I classici italiani, voll. 3)
    (testo pp. 577-578; nota filologica pp. 850-851)
Edizione del testo in preparazione

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