CS.M 2314 [Postillato] Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani

Ripamonti, Giuseppe <1573-1643>
Iosephi Ripamontii canonici Scalensis chronistae vrbis Mediolani Historiae patriae libri 10
Mediolani : ex regio palatio apud Io. Baptistam et Iulium Caesarem Malatestam regios typographos
4 v. ; fol
Lingua: latino
Presentazione

Manzoni lesse l’Historia patria a Brusuglio all’inizio della primavera del 1821, insieme al Saggio sul commercio de’ commestibili di Melchiorre Gioia, e i due volumi furono all’origine dell’idea di scrivere un romanzo storico. L’Historia patria, di cui Manzoni possedeva la sola quinta decade, dedicata alla vita di Federico Borromeo, costituì inoltre la fonte principale delle vite del cardinale stesso, della monaca di Monza (Manzoni consultò gli atti del processo solo dopo la pubblicazione della ventisettana, tra il 1835 e il 1840) e del conte del Sagrato. Il debito è riconosciuto dallo stesso autore, che esplicitamente rimanda a Ripamonti in diversi luoghi della Prima minuta e quindi delle edizioni a stampa come fonte per le vicende dei tre personaggi storici, e della peste. L’Historia patria in particolare viene nominata al capitolo II.IX del FL, e ai capitoli IX, XIX, XXVIII e XXXVII dei PS. Coincidenze tematiche e precisi prelievi sono in effetti numerosi e documentabili (vedi qui di seguito la Nota ai segni non verbali e la Nota alla postilla 1). Nell’epistolario, il nome di Ripamonti compare solo in relazione al De peste (lettera 737). Vanno infine ricordati i segnalibri (per cui, Martinelli 2005), oggi estrapolati dal volume e conservati presso la BNB con segnatura Manz.B.VI.1A, sui quali sono indicati rinvii all’opera. Un solo esempio: il segnalibro Manz.B.VI.1A2 reca la scritta «sed belli graviores | esse curas. Rip. p. 245», che rimanda a PS, XX, 15: «V’andarono [dal governatore], e riportarono: aver lui di tali nuove provato molto dispiacere, mostratone un gran sentimento: ma i pensieri della guerra esser più pressanti: sed belli graviores esse curas». Presso la BNB (Manz. 13 0029), di Ripamonti si conserva il De Peste quae fuit anno 1630 libri 5 desumpti ex annalibus vrbis quos 60 decurionum autoritate scribebat, con postille manzoniane edite in Bonghi 1885.


Descrizione della postillatura

Una postilla al Libro VI (V deca), l'unico posseduto da Manzoni


Comprende
  • Ripamonti, Giuseppe <1573-1643>
    [3]: Iosephi Ripamontij canonici Scalensis chronistae vrbis Mediolani Historiae patriae decadis 5. libri 6 [Postillato]

Scheda OPAC SBN
VEAE005230

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