MANZ. 13. 0035 [Postillato] Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

Troya, Carlo
Della condizione de' Romani vinti da' Longobardi e della vera lezione d'alcune parole di Paolo Diacono intorno a tale argomento: discorso / di Carlo Troya; con osservazioni di Francesco Rezzonico ed appendice dell'autore
Milano : Soc. tip. dei Classici italiani, 1844
516 p. ; 23 cm.
Lingua: italiano
Contenuto: La dissertazione (un'inchiesta sulla condizione dei Romani vinti dai Longobardi, e sulla privazione di libertà e autonomia imposta loro dai conquistatori) è organizzata per anno, a partire dal 358 sino al 1137 (pp. 1-351); segue una serie di Documenti; quindi lo scritto: Intorno al discorso di Carlo Troya «Sulla condizione de’ Romani vinti da’ Longobardi» osservazioni di Francesco Rezzonico, suddiviso in 3 articoli, cui si appone la postilla del Manzoni (pp. 371-423). Chiude un’Appendice di Carlo Troya al discorso sui Romani vinti da’ Longobardi, in due capitoli; Nuove leggi longobardiche; infine Brevi cenni di Francesco Rezzonico sull’appendice di Carlo Troya al discorso sui Romani vinti dai Longobardi (pp. 491-502).
Osservazioni sull'esemplare

Legatura in tela. - Postilla ms. di A. Manzoni alla p 399. - Fondo A. Manzoni.

Presentazione

La presenza dello scritto del Rezzonico (cui la postilla si appone), è chiarito nell’avviso Ai lettori dove si dice: «E perché la nostra ristampa fosse di maggior giovamento vi abbiamo pur comprese primariamente le Osservazioni che intorno a quel Discorso pubblicava il Consigliere Francesco Rezzonico nel Giornale dell’Istituto Lombardo-Veneto, poi un’Appendice del Troya in risposta a’ dubbj promossi da Francesco Rezzonico, finalmente alcuni Cenni di quest’ultimo sull’Appendice del Troya. Il Rezzonico contesta le tesi dello storico napoletano: «Ben è vero che l’egregio autore, dopo aver affermato i vinti Romani esser stati ridotti a condizione servile, abolito l’uso pubblico delle loro leggi e distrutto il loro Comune, ammette che quella gente, quelle leggi e quelle istituzioni a poco a poco risorsero a nuova vita e furono il germe della nuova civiltà italiana. Ma ne parve che dopo quella totale abolizione delle libertà, della legge e del Comune romano, il loro riisorgimento ed il loro sviluppo coi tenui mezzi accennati dal signor Troya fosse piuttosto maraviglioso che probabile», p. 423. Ne riesce avvalorata la tesi di una sopravvivenza ristretta di istituzioni e leggi romane in età longobarda, lnon senza un cenno esplicito di elogio alle ricerche di Manzoni: «Ma la contraria sentenza era parsa più vera al Sigonio, al Tanucci, al Mafferi, al Sismondi, i quali reputarono che i vinti Romani fossero ad una specie di servitù; né da questa dissentiva il Manzoni in un grave e meditato discorso, ove appare quanta sia la potenza di quel nobilisssimo ingegno a qualunque parte di studj si volga».


Strumento di scrittura
penna
Lingua delle postille
italiano
Tipologia delle postille
studio
Opere correlate
Edizioni
  • BRAMBILLA-BONGHI-SFORZA 1883-1898 = Manzoni Alessandro, Opere inedite o rare di Alessandro Manzoni, pubblicate per cura di Pietro Brambilla, da Ruggiero Bonghi e Giovanni Sforza, Milano, Rechiedei, 1883-1898 (voll. 5)

Scheda OPAC SBN
FER0129993

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