Lettera n. 540

Mittente
Manzoni, Alessandro
Destinatario
Beccaria, Giacomo
Data
[1 dicembre 1839] (domenica)
Luogo di partenza
Di casa [Milano]
Luogo di arrivo
Milano
Lingua
italiano, latino, milanese
Incipit
Maman m'ha detto che tu non eri persuaso del mio progetto d'edizione
Indirizzo
Monsieur | M.r Jacques Beccaria | et cons.
Regesto

Alessandro Manzoni scrive al cugino Giacomo Beccaria cercando di persuaderlo dell'efficacia del progetto relativo all'edizione illustrata dei Promessi sposi.

Testimoni
  • (originale) Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, Manz.B.I.12/11, cc. 2rv
Edizioni
  • FRANZI 1930, pp. 214-216 (parziale).
  • PARENTI 1945, pp. 229-231.
  • ARIETI-ISELLA 1986, lettera n. 540, vol. II, pp. 118-120, note alla p. 742.
  • CARTEGGI FAMILIARI 2006, lettera n. III.31, vol. I, pp. 76-79, note alle pp. 79-81.
Opere citate

I promessi sposi

+ Testo della lettera

Carissimo Cugino,

Maman m'ha detto che tu non eri persuaso del mio progetto d'edizione: ora il tuo voto è per me di troppo peso perchè io non faccia di tutto per guadagnarlo. Pazienza dunque, e leggi.
Comincerò dal considerare l'edizione progettata, in confronto con una ristampa simile, cioè corretta e accresciuta, ma senza vignette.
Della prima edizione posso credere che siano state fatte quaranta edizioni, delle quali una da me, di mille esemplari; le altre posso credere che abbian sommato a 59000; il che vuol dire ch'io non ho avuto che la sessantesima parte dei compratori. Vero è che avrei potuto crescerne alcuni, facendo io tosto una ristampa; ma come competere coi contraffattori che vendevan le loro a prezzi bassissimi? Avrei potuto far valere il mio diritto di escludere le copie forestiere; non so però nè credo che sarei stato più potente contro libri di quel che i governi lo siano contro altre merci, e in ogni caso, lasciando stare le infinite borlandottesche brighe che avrei dovuto prendermi | per questo, il vantaggio si sarebbe ristretto a un piccol tratto di paese. Ora è cosa chiara che, facendo una edizion semplice, io mi pongo di nuovo nella stessa condizione. Colla edizione a vignette, invece, io mi costituisco di fatto unico venditore, per tutto il tempo che la distribuzione dura, cioè per un anno; giacchè il contraffattore non può dar fuori quinternetti così nudi d'ogni ornato, e contraffare i miei sarebbe non una speculazione, ma una pazzia: bisogna dunque che aspetti l'opera intera. Primo vantaggio, rilevante come vedi.
Il secondo è di poter suddividere il prezzo in tante dispense di 70 c[entesi]mi it[alian]i, il che, come pur tosto vedi, aumenta grandemente il numero dei compratori medesimi. Aggiungi l'attrattiva delle vignette, la quale l'esperienza fa vedere che è fortissima. In Milano soltanto si vede quanti esemplari d'edizioni illustrate francesi si vendano; mentre le opere medesime in edizioni comuni non avevano a grandissima pezza quello spaccio. Scommetterei che di quelli che hanno comperato da Dumolard o da Molinari, dei Gil Blas, dei Don Quichotte, dei Gulliver, dei Lafontaine illustrati, la ventesima parte non pensava ad acquistar le opere medesime, che pur si trovavano già presso i librai. Secondo vantaggio pur rilevante.
Guardiamo ora il progetto per sè, e senza confronto. Punto primo, non iscapitarci; punto secondo, farci guadagno. Il primo richiede non già una evidenza materiale, volendo la quale non ci sarebbe, per dir così, speculazioni di sorta; ma la massima evidenza morale. Ora sappi prima di tutto che il calcolo delle spese lo posso fare colla più desiderabile precisione, perchè si fa a condizioni fisse anticipatamente, e come per appalto, tanto per la stampa e gli accessori della stampa, quanto pei disegni; per gl'intagli bisogna fare il prezzo a ciascun capo; ma ho l'esperienza di tre già fatti fare da me, e su questi posso fare un calcolo certissimo. Questo, quanto alle spese; quanto al ricavo c'è una parte egualmente certa, cioè il netto da spese di porto, di rischio etc. e questo pure si stabilisce con uno sconto fisso; al che, come al prezzo di stampa, e alla sorveglianza dell'esecuzione, assiste Ferrario.
Resta una parte incerta, cioè se si venderanno tanti esemplari da coprir le spese. Ora oso dire che questa incertezza moralmente non esiste; poichè, calcolando su quegli altri dati certi dell'utile che mi darà ogni associato, o compratore, 3000 danno già qualche piccolo guadagno. | E per una edizione corretta qua e là sensibilmente, colla giunta d'un opuscolo inedito, con circa 360 vignette, con quella distribuzione di pagamento, senza concorrenza di contraffazioni, far conto sopra tre mila mi par che sia operazione di testa freddissima. Me ne promettono dieci mila, sed non ego credulus illis; nè ho bisogno di questo. Un libraio di Parigi, che era venuto ad offrirmi di far l'edizione lui, e di tenermi a parte degli utili, mi disse che colà tirano a 30.000. E del Gil Blas ho veduto io tre tirature: altri m'assicura d'averne veduta un'altra di diversa data: ma, come ti ripeto, non ho bisogno di far castelli in aria. Lascio dunque il secondo punto, il quale non richiede certezza, e pure può dare qualche speranza.
Oltre poi il libraio di Parigi, anche il Pomba di Torino è venuto ad offerirmi di far l'edizione illustrata, dandomi una somma da stabilire, in compenso delle correzioni e aggiunte. Il che è indizio certo che la è speculazione. Altri che per affari librarii ha fatto mesi sono un giro in Italia, m'ha detto che librai di molte città, avendo sentito parlar del progetto, gli hanno mostrato desiderio d'essere incaricati della vendita. Anche questo valeat quantum valere potest.
| Compatisci e abbrucia questo scarabocchio. Se mi rispondi mi fai piacere. Sento da Maman che anche lo Zio aveva gli stessi dubbi. Per la ragione detta da principio, desidero che anch'egli conosca le mie ragioni: sicchè, se credi, fagli inghiottire anche a lui questa minestra. Ricevi un abbraccio del tuo

seccantissimo e aff.mo cugino
Alessandro