Lettera n. 551

Mittente
Manzoni, Alessandro
Destinatario
Gonin, Francesco
Data
21 marzo 1840
Luogo di partenza
Milano
Luogo di arrivo
Torino
Lingua
italiano, latino
Incipit
E tu, cosa avrai detto del mio tardar
Indirizzo
Al Chiarissimo Signore | Il Sig.r Francesco Gonin | Cont.da nuova, n. 18 | Torino
Regesto

Alessandro Manzoni annuncia all'artista Francesco Gonin la spedizione della cassettina con i legni preparati per essere disegnati dall'artista. Lo scrittore dà alcune istruzioni per il lavoro, chiedendogli di rifare la vignetta del finale dell'introduzione.

Testimoni
  • (originale) Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, Manz.B.I.55c/3, c. 1rv
    (Timbri postali: «MILANO | MARZO 21»; «22. MAR.»; «FRANCA»)
Edizioni
  • SARACENO 1881, p. 52.
  • SFORZA 1882-1883, vol. II, p. 28.
  • PARENTI 1945, p. 240.
  • ARIETI-ISELLA 1986, lettera n. 551, vol. II, pp. 136-137, note alla p. 750.
Opere citate

I promessi sposi

+ Testo della lettera

Gonin carissimo,

E tu, cosa avrai detto del mio tardar tanto a risponderti? Probabilmente quel ch'era infatti, cioè ch'io non volevo mandarti la cassa del pasticcio, senza un buon ripieno. Ora eccotelo. È buono? L'hai da dir tu. Quella che ha un nome solo, il Sacchi mi dice esser tutta di Pollet; ma che d'ora in poi egli intende metter quasi sempre il suo nome solo, come si fa in Francia. Tutto questo, come tu m'hai detto, non riguarda noi; ai quali non deve premere da che zecca esca la moneta, ma soltanto che abbia il peso e il titolo. Aspetto la tua decisione, e le tue osservazioni, se la cosa ne richiede. Mi tengo sicuro che saranno senza rispetti umani: io farò leggere al Sacchi la parte di lettera che tratterà dei tre disegni.
Sebbene tu non ti sia spiegato chiarissimamente nell'ultima tua, rispetto ai tuoi progetti, ce n'è abbastanza per darci molta speranza, e una contentezza proporzionata. Per quanti però siano quelli che participerebbero a questi sentimenti, nessuno ne saprà nulla prima che a te non convenga. Avrai ricevuto la vignetta da mettersi nel manifesto: desidero di riaverla al più presto, appunto per questa sua destinazione. Così ti prego di farmi aver prima delle altre, le due rifatte, perchè vanno nei primi fogli. Son sempre qui, impiccato dalla posta, e costretto a strozzare anch'io le cose che vorrei dirti. Il lavoro del Finale dell'Introduzione spaventava, come tu hai veduto, gl'intagliatori: ora il Sacchi mi dice che ci sono screpolature nel legno, e che non può servire. Abbi dunque pazienza di farmene un'altra, più semplice; il soggetto presta poco all'invenzione; ma tu hai, in compenso, questo dono dal cielo in abbondanza, come gli altri. Ben inteso che questo è un secondo disegno che fai, e ch'io non soffrirei che tu non volessi contare per nulla il primo, bellissimo per sè. Condizione sine qua non. Aspetta un minuto per carità, mio buon corriere, tanto ch'io abbracci Gonin, e lo preghi di scrivermi presto una lettera lunghetta, posto che il tuo collega non sia così frettoloso. Addio, carissimo; saluti da ogni parte: Vitali, che è qui, vuole che ti mandi nominatamente i suoi. Addio, addio

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