[Autoritratto]

Insieme editoriale: Poesie / Poesie prima della conversione

Sonetto-autoritratto, concepito sul modello di Sublime specchio di veraci detti (1786), pubblicato nel terzo volume (p. 267) delle Opere varie filosofiche-politiche, in prosa e in versi, di Vittorio Alfieri da Asti, presso Gio. Claudio Molini, Parigi, 1800-1801, 4 voll., nonché immediatamente ristampato a Milano (Pirrotta e Maspero) nel 1801 e noto a Manzoni. Dal medesimo componimento alfieriano era derivato anche l’esperimento del Foscolo autore di Solcata ho fronte, occhi incavati, intenti (stampato nel 1802 sul «Nuovo Giornale de’ Letterati»); forse fonte del nostro testo: cfr. BARDAZZI 2001-2003, p. 38, e poi DANZI 2012A, p. 119 e DANZI 2012B, che propendono per la precedenza del sonetto foscoliano conosciuto magari per via manoscritta (cfr. già OTTOLINI 1919, p. 216 e ss., SANESI 1954, p. LIX-LX). Più interlocutoria invece la posizione di GAVAZZENI 1992, pp. 71-74 e soprattutto quella di FRARE 1999, pp. 285-304, che propone di al contrario invertire la seriazione. La questione è sintetizzata nelle parole di Gavazzeni, che in più occasioni ha affrontato l’argomento: «l’affinità tra i testi manzoniano e foscoliano [...], soprattutto per quanto concerne la seriazione tematica dell’assunto, rende improbabile la loro indipendente derivazione dal modello alfieriano, anche se poi riesce difficile stabilire il rapporto di interdipendenza degli stessi» (GAVAZZENI 1985, p. 486). A dimostrazione del legame tra i componimenti vengono in ogni modo i molteplici parallelismi tematici, stilistici e prosodici ricavabili dal confronto tra i due (cfr. ancora GAVAZZENI 1992, pp. 69-77).

LONARDI-AZZOLINI 1992, p. 274 segnala la coincidenza tra l'autoritratto in versi e un disegno di Gaudenzio Bordiga, «dove il poeta diciassettenne è di profilo, con lo sguardo vagamente corrucciato e d'attesa, attesa che sembra emanare anche dal busto rigido e dagli occhi grandi e un po' fissi», insistendo troppo però, secondo BOGGIONE 2002, p. 334, sul tono dimesso dell'autorappresentazione manzoniana, che non è da leggere in senso assoluto, ma piuttosto in polemica con l'intento sublimante e apologetico dei versi foscoliani (sempre ammessa la correttezza del rapporto cronologico tra i due).

Titoli alternativi
  • [Ritratto di se stesso] (BARBI-GHISALBERTI 1942-1950)
Incipit
Capel bruno: alta fronte: occhio loquace
Metro
sonetto di endecasillabi con schema ABAB BAAB CDC EDE.
Struttura

Sul piano prosodico, rispetto allo schema canonico del sonetto alfieriano (ABAB, ABAB, CDC, CDC) quello di Manzoni è giocato su cinque rime, come quello di Foscolo (ABAB, BABA, CDE, CED); entrambi presentano poi asimmetria tra le due quartine.

Storia del testo

Pubblicato per la prima volta nel 1878 da Raffaello Barbiera nella «Gazzetta Letteraria» di Torino, il sonetto venne compreso da Ruggero Bonghi nel primo volume delle Opere inedite o rare di Alessandro Manzoni (cfr. BRAMBILLA-BONGHI-SFORZA 1883-1898, vol. I, p. 69), dove ad essere stampata fu una fedele trascrizione apografa del testo, conservata in un fascicolo manoscritto dal titolo «Manzoni, Poesie giovanili», posseduto da Gaetano Giudici e quindi donato alla Biblioteca Nazionale Braidense, dove ora si trova sotto la segnatura Manz.B.XXXIII.6.

In seguito, anche l’autografo fu ritrovato (BNB, Manz.V.S.IX.2, dono di Federico Gentili): si tratta di una copia in pulito quasi del tutto corrispondente all’apografo Giudici, che infatti fu esemplato con ogni probabilità sull’originale stesso, come si inferisce dalla presenza in Manz.B.XXXIII.6 di una variante al v. 9, inserita da Manzoni in un secondo tempo sulla propria trascrizione e poi lasciata in sospeso. Dal foglietto autografo, che sul verso reca anche la bella copia di Novo intatto sentier segnami, o Musa (1802), si ricava inoltre la data di composizione, vergata in alto al sonetto a mo’ di intestazione: «1801» (cfr. c. 1r), e ulteriormente circoscrivibile agli ultimi mesi dell’anno, se si pensa all’uscita milanese del sonetto alfieriano, che costituì senza dubbio l’occasione prima della stesura (cfr. GAVAZZENI 1992, p. 69). Ancora si aggiunga che del 1999 è l’annuncio del ritrovamento di alcuni documenti inediti attestanti una diversa versione, specialmente nelle terzine, del testo, probabilmente antecedente a quella autografa, che bene mostra i debiti alfieriani e foscoliani contratti dal giovane autore: cfr. il cosiddetto "Apografo Lechi" (1801), in BIGLIONE DI VIARIGI 1999, pp. 285-304.

Dopo il 1801, la diffusione del testo – rifiutato da Manzoni – continuò per via di copia: a differenza di quella del Giudici, tuttavia, le ulteriori trascrizioni circolanti (una di Luigi Rossari, e due di Teresa Stampa allestite a Lesa nel 1857, cfr. SANESI 1954, pp. LIX-LXIV) non corrispondono altrettanto fedelmente all’originale, benché derivate da dettatura dell’autore a Stresa negli anni Cinquanta. Vi si riscontrano infatti lacune e omissioni, nonché la scorretta datazione del 1802. Evidentemente, a quell’altezza, autografo e copia Giudici non dovevano più essere da tempo in possesso di Manzoni (cfr. CHIARI-GHISALBERTI 1957, pp. 864-865).

Date di elaborazione

novembre-dicembre 1801 (cfr. GAVAZZENI 1992, p. 70)


Testimoni manoscritti (vedi tutti)
  • Manz.V.S.IX.2 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (minuta autografa)
  • Manz.B.XXXIII.6 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (copia apografa ricavata dal manoscritto autografo)
  • Carte Grossi • Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani
    (copia apografa di Luigi Rossari)
  • Fondo Stampa • Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani
    (copia apografa di Teresa Stampa)
  • Fondo Stampa • Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani
    (seconda copia apografa di Teresa Stampa)

Prima edizione
  • BARBIERA 1878-1879 = Barbiera Raffaello, Un sonetto inedito del Manzoni, in «Gazzetta letteraria di Torino», 52, dicembre-gennaio 1878-1879, pp. 409-410
    (https://books.google.it/books?id=nywAsoEXluMC&printsec=frontcover&dq=editions:oh8SwS_U5hoC&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiIirvakt_sAhWlsaQKHU8UDjsQ6AEwA3oECAMQAg#v=onepage&q=sonetto&f=false)

Edizioni di riferimento
  • DANZI 2012A = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, a cura di Luca Danzi, Milano, BUR Rizzoli, 2012
    (pp. 119-122; nota al testo p. 24 )
  • BOGGIONE 2002 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, a cura di Valter Boggione, Torino, Unione tipografico-editrice torinese, [2002] (Classici italiani)
    (pp. 333-336)
  • BIGLIONE DI VIARIGI 1999 = Biglione Di Viarigi Luigi Amedeo, Trittico manzoniano : documenti e inediti dagli archivi privati di Brescia, in «Annali manzoniani», n.s. 3, 1999, pp. 285-304
    (testo del manoscritto apografo "Lechi" a p. 286)
  • GAVAZZENI 1992 = Manzoni Alessandro, Poesie prima della conversione, A cura di Franco Gavazzeni, Torino, Einaudi, 1992 (Nuova universale Einaudi, 209)
    (pp. 67-77)
  • LONARDI-AZZOLINI 1992B = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, 1797-1872, a cura di Gilberto Lonardi, commento e note di Paola Azzolini, Venezia, Marsilio, 1992 (Letteratura universale. Esperia)
    (testo p. 102; nota al testo e commento pp. 274-276)
  • CHIARI-GHISALBERTI 1957 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, Milano, Mondadori, 1957 (Tutte le opere di Alessandro Manzoni, a cura di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti, “I classici italiani", vol. I)
    (testo p. 163; nota al testo 864-865)
  • SANESI 1954 = Manzoni Alessandro, Poesie rifiutate e abbozzi delle riconosciute, a cura di Ireneo Sanesi, Firenze, Sansoni, 1954
    (testo p. 53; discussione pp. LIX-LXIV)
  • BARBI-GHISALBERTI 1950 = Manzoni Alessandro, Scritti non compiuti. Poesie giovanili e sparse, lettere, pensieri, giudizi, con aggiunta di testimonianze sul Manzoni e indice analitico, in Manzoni Alessandro, Opere di Alessandro Manzoni, Centro Nazionale di Studi Manzoniani, a cura di Michele Barbi e Fausto Ghisalberti, Milano, Casa del Manzoni - Firenze, Sansoni, 1942-1950 (3 voll.)
    (pp. 34-35 )
  • BRAMBILLA-BONGHI-SFORZA 1883-1898 = Manzoni Alessandro, Opere inedite o rare di Alessandro Manzoni, pubblicate per cura di Pietro Brambilla, da Ruggiero Bonghi e Giovanni Sforza, Milano, Rechiedei, 1883-1898 (voll. 5)
    (vol. I, p. 69: prima edizione basata sull'autografo Manz.B.XXXIII.6)
Edizione del testo in preparazione

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