Ode Qual su le cinzie cime

Insieme editoriale: Poesie / Poesie prima della conversione

La datazione del testo è controversa sebbene due copie (C e D), portino la datazione, in entrambi i casi per mano di Giuseppe Bossi, «1803» (e più puntualmente «Decembre 1803» in C). Il tema dell'ode (probabilmente dedicata alla sorella di Ermes Visconti Luigina, come il sonetto Se pien d'alto disdegno) è esposto nelle strofe VII-IX: la resa ad Amore del poeta, forzato come in a rinnegare la saggezza stoica, e a rinunciare, come l'Ovidio degli Amores, ai temi politici (con evidente riferimento al Trionfo della libertà cui rimandano anche precise tessere lessicali) per dedicarsi solo alla lode della donna amata che incornicia quindi l'intero testo attraverso similitudini con gli elementi della natura letti in chiave mitologica.

Ai ricchi riferimenti classici (Virgilio soprattutto, ma anche gli elegiaci e l'Orazio lirico) e petrarcheschi, si accompagnano tessere esposte dei maggiore rappresentanti della poesia neoclassica: Parini (da cui viene con qualche modifica lo schema metrico) e Monti. Il rapporto più stretto è però con il Foscolo dei Sonetti e soprattutto dell'ode All'amica risanata, con schema simile (ab''ac''dD) e analogo incipit (Qual dagli antri marini) con ampia similitudine anch'essa di fonte virgiliana seppure di diverso luogo (Aen., I 498-95 in Foscolo; Aen. VIII 589-93 in Manzoni). Non esistono tuttavia prove esterne del rapporto tra i due testi, per stabilire i quali ci si può basare solo su considerazioni stilistiche interne: Il debito con Foscolo porterebbe a datazione più tarda (l'ode foscoliana è composta nel 1802, e edita solo nel 1803), mentre l'inverso spingerebbe ad avvicinarsi a quel 1801 in cui si colloca l'innamoramento per Luigina.

Ai numerosi interventi sul tema (su cui cfr. la Storia del testo) si può aggiungere come contributo alla discussione che la similitudine virgiliana di All'amica risanata (la nascita di Venere) è pure presente nell'ode manzoniana, ripresa però a cornice nella penultima strofa («[...] come/Trasse dai gorghi del paterno Oceano/Le ruggiadose chiome,/Sul mar girando i rai lucenti Venere,/A la mirante di Nereo famiglia/Invidia e meraviglia») con dilatazione al tema del corteggio marino presente tanto nella Ciris pseudo-virgiliana quanto in un epigramma (XVI 80) dell'Antologia palatina e nell'Idillio II di Mosco (e già utilizzato da Marino in Europa e da Chiabrera nella canzonetta Febo ne l'onde ascoso). Questa ascendenza giustifica e introduce la conclusione più bucolica dell'ultima strofe, che ha pure, secondo DANZI 2012 («un lascivo sberleffo in chiave pastorale, incongruo all'occasione e allo stato della destinataria») un'origine autobiografica (per cui cfr. la lettera a Fauriel del 19 marzo 1807), e potrebbe anche far propendere maggiormente verso l'aemulatio manzoniana, la cui originalità, fortemente rivendicata in questi anni, risulta comunque garantita dal diverso trattamento delle fonti.

Incipit
Qual su le cinzie cime
Metro
ode di 11 strofe con schema aB''aC''Dd
Storia del testo

Dell'ode, che come tutte le altre poesie pre-conversione, venne rinnegata da Manzoni, si conservano vari testimoni i cui rapporti sono stati ampiamente discussi nelle edizioni e nella bibliografia critica. La prima edizione sistematica è quella di CHIARI 1939, che considerava D come il testo definitivo, pur non avendolo visto direttamente (ma leggendolo in LESCA 1927) e che riteneva C lacunoso (contro DE ROBERTIS 1944) e forse non autografo , A copia di D e B stesura autonoma rispetto ad A e C, le cui correzioni sarebbero poi state solo parzialmente accolte in D. In sostanza secondo un ordine C > B > D (> A descripto). GHISALBERTI 1950, pp. 37-39 sempre in assenza di D, di cui metteva in dubbio l'autografia e comunque la correttezza delle edizioni, metteva invece a testo B e di seguito C, considerandoli esponenti di due famiglie indipendenti: alfa (ABD) e beta (C), laddove SANESI 1954, scartato C per motivi stilistici, ignorato B e in assenza di D finiva per mettere a testo A. Ancora GHISALBERTI 1957 dimostrando C come testo con lacune probabilmente d'autore lo promuoveva a testo, integrato nella strofa lacunosa attraverso A e D (sempre senza vederlo direttamente).

La questione veniva riaffrontata complessivamente da BEZZOLA 1964. Secondo lo studioso l'ordine dei mss. era da stabilire in senso del tutto opposto: prima redazione C (di cui però dava la data erronea 1802, anziché 1803 come risulta chiaramente dal ms. ambrosiano S.P.II.127): da cui sarebbero poi derivati una famiglia alfa (D, con ulteriori correzioni autografe D2 > A) e autonomamente il ms. B che rappresenterebbe la stesura definitiva dell'ode. Sostanzialmente in linea con questa lettura BOZZETTI 1967, potendo finalmente esaminare D stabiliva però 4 momenti redazionali C (di cui correggeva la data in 1803), D (=D2 > A), B; e in sostanza concludeva, secondo la sintesi di GAVAZZENI 1985 (p. 194) «che D era il più antico dei manoscritti, attestanteci la prima redazione dell'ode; B lo stadio definitivo, frutto di un sempre più raffinato classicismo; C occasionale riesumazione, prudenzialmente amputata, per il Grossi, dei vv. 49-54 (la strofa politica), D2 e A tardo tentativo operato dal Manzoni che avrebbe riavuto dal fondo Bossi D, lo avrebbe integrato a memoria [...] sulla base della lezione definitiva di B».

Tutta la discussione successiva, specie di MARTELLI 1972 ruota però intorno alla datazione del testo, secondo Martelli "falsificata" da Bossi, secondo Gavazzeni invece forse relativa non alla composizione del testo ma al momento in cui Bossi entrò in possesso dei due manoscritti datati (C e D). Il riferimento nella strofa politica al Trionfo della libertà costituisce una data certa p.q fine 1801 che ben si accompagnerebbe all'amore per Luigina Visconti. Osta tuttavia per Gavazzeni a questa datazione alta l'evidente rapporto con i sonetti di Foscolo (specie E tu ne' carmi avrai perenne vitaediti nel 1802), che dunque diventa per lo studioso la data p.q., mentre per le due odi propone anche la possibilità della poligenesi (da modello pariniano). La lunga disamina di Gavazzeni porta infine alla proposta di porre a testo B e in apparato C e D, e D2 con fascia distinta (mentre A è eliminato come codex descriptus). A questa sistemazione si attiene l'edizione GAVAZZENI 1992 e quindi DANZI 2012A. Il passaggio dalle varie redazioni dimostra il puntuale labor limae manzoniano orientato all'eliminazione di ogni sia pur minimo sconfinamento prosastico. Riesamina l'intera questione FRARE 1999, cui si rimanda per la bibliografia completa, che suggerisce il rapporto inverso di debito di Foscolo nei confronti di Manzoni , più congruo alla diversa età e ruolo dei due poeti, e del quale la citazione del carme In morte di Carlo Imbonati nei Sepolcri costituirebbe una sorta di compensazione (in analogia alla citazione di Pindemonte, come risarcimento per il debito tematico del tema sepolcrale).

Date di elaborazione

p.q. fine 1801-a.q. fine 1803


Testimoni manoscritti (vedi tutti)
  • Manz.B.XIV.6 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Copia in pulito apografa e anepigrafa. Siglata A)
  • Manz.B.XXXIII.6 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Copia di Gaetano Giudici. Siglata B)
  • S.P.II.127 (fogli 1-12) • Milano, Biblioteca Ambrosiana
    (Apografo con correzioni autografe. Siglato C)
  • Cart. 1 fasc. 3 • Milano, Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana
    (Autografo, Siglato D)

Prima edizione
  • BARBIERA 1878 = Barbiera Raffaello, [Qual su le cinzie cime], in «Corriere della sera», a. III n.140 (22-23 maggio), 1878
    (Esemplata su una copia di Giovanni Rizzi, tratta dal ms. Manz. B. XXXIII.6 (B))

Edizioni di riferimento
  • DANZI 2012A = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, a cura di Luca Danzi, Milano, BUR Rizzoli, 2012
    (pp. 135-143 (lezione a testo: B))
  • BOGGIONE 2002 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, a cura di Valter Boggione, Torino, Unione tipografico-editrice torinese, [2002] (Classici italiani)
    (pp. 347-354)
  • GAVAZZENI 1992 = Manzoni Alessandro, Poesie prima della conversione, A cura di Franco Gavazzeni, Torino, Einaudi, 1992 (Nuova universale Einaudi, 209)
    (pp. 105-115 (lezione a testo: B))
  • LONARDI-AZZOLINI 1992B = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, 1797-1872, a cura di Gilberto Lonardi, commento e note di Paola Azzolini, Venezia, Marsilio, 1992 (Letteratura universale. Esperia)
    (testo p. 100; nota al testo e commento pp. 272-275)
  • CHIARI-GHISALBERTI 1957 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, Milano, Mondadori, 1957 (Tutte le opere di Alessandro Manzoni, a cura di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti, “I classici italiani", vol. I)
    (pp. 169-171 (lezione a testo: C); nota al testo pp. 867-869))
  • SANESI 1954 = Manzoni Alessandro, Poesie rifiutate e abbozzi delle riconosciute, a cura di Ireneo Sanesi, Firenze, Sansoni, 1954
    (Lezione a testo: A)
  • BARBI-GHISALBERTI 1950 = Manzoni Alessandro, Scritti non compiuti. Poesie giovanili e sparse, lettere, pensieri, giudizi, con aggiunta di testimonianze sul Manzoni e indice analitico, in Manzoni Alessandro, Opere di Alessandro Manzoni, Centro Nazionale di Studi Manzoniani, a cura di Michele Barbi e Fausto Ghisalberti, Milano, Casa del Manzoni - Firenze, Sansoni, 1942-1950 (3 voll.)
    (pp. 37-41 (prima edizione con varianti: a testo B e C))
  • CHIARI 1939 = Manzoni Alessandro, Poesie prima della conversione, con note critiche di Alberto Chiari, Firenze, Le Monnier, 1939
    (Edizione di D)
  • LESCA 1927A = Manzoni Alessandro, Liriche e Tragedie pubblicate di sugli autografi con le varianti e le successive stesure, da Giuseppe Lesca, Città di Castello, Perrella, 1927 (Le opere di Alessandro Manzoni. Edizione del Centenario, 1827-1927, vol. 1)
    (Edizione di D)
Edizione del testo in preparazione

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