A Giovan Battista Pagani

Insieme editoriale: Poesie / Poesie prima della conversione

Il testo è una dichiarazione d'intenti in forma di lettera all'amico G.B. Pagani. A differenza di Amore a Delia, la finzione epistolare è mantenuta lungo tutto il testo, strutturato come una lunga risposta ad una richiesta di notizie da parte dell'amico. Sebbene sia stato composto per terzo (è l'unico sermone la cui cronologia relativa è indubbia), fu posto in apertura dei Sermoni dall'autore in virtù del suo contenuto programmatico (BOGGIONE 2002, p. 369).
Il testo presenta citazioni in esergo su cui i manoscritti non concordano: S.P.II.127, che riporta la redazione più antica, ha "Saepe stylum vertas" (Orazio, Satire I, X,72-74); i due apografi del manoscritto Torti presentano "Non perch'io speri.../ma canto sol per isfogar la mente (Dante, Donne ch'avete intelletto d'amore, vv. 3-4 citati a memoria [BOGGIONE 2002, p. 370]) e "Hoc erat, experto frustra Varone Atacino,/atque quibusdam aliis melius quod scribere possem" (Orazio, Sermoni II, 10, 46); il più tardo CM ("Sermoni satirici") abbandona la citazione oraziana e mantiene solo quella dantesca (BOGGIONE 2002, p. 369).

Analogamente ad Amore a Delia, il componimento si apre come una lettera in versi indirizzata all’amico G.B. Pagani, a cui il poeta augura una vita sana e celibe. (1-4) Il poeta rassicura Pagani sul suo stato di salute fisica, ma si dichiara psicologicamente sofferente per ira, amore e sete di gloria, ai quali pone un parziale argine applicando i precetti di Epicuro.
Ma seppur immune alle preoccupazioni della guerra e della politica, l'io lirico soffre (malattia incurabile) di una passione che lo spinge costantemente a cercare di rinchiudere nei limiti dei versi i suoi pensieri. L'amore per la poesia è sorto in lui sin dal tempo in cui il precettore gli imponeva vuoti esercizi stilistici e suasoriae sillogistiche: all’epoca, gli capitava di trascurare persino il gioco pur di dedicarsi ai versi, e non subì mai le angherie del maestro per non aver saputo recitare Orazio, Virgilio o Petrarca. Oggi, all'età di diciannove anni, ha deciso di consacrare alla poesia anche la vita adulta. (5-40) Di seguito, racconta l'eziologia del furor che è (anche) alla base della poesia: Giove per timore degli uomini volle mescolare l'intelletto umano con una buona dose di follia. Ne sono prova evidente coloro che si affannano per le ricchezze e la fama, al confronto dei quali il furore poetico dell'io è una follia assai minore. Né avrebbe senso per l'io cercare di abbandonare la passione per la poesia, perché inevitabilmente finirebbe per volgere il furor verso forme meno nobili di insania (40-64). Segue una dichiarazione di poetica: è Talia, musa della commedia, ad impedirgli di trattare temi non satirici: se prova a scrivere di Penelope gli viene in mente una Lidia madre di tanti figli nessuno dei quali frutto del marito, il quale del resto non è in casa o perché è con un'altra donna, o perché sta attendendo ad accumulare denaro a beneficio dei figli non suoi. Se invece tenta temi storici come Cincinnato e Pirro gli viene in mente l'ascesa sociale del parvenu Ubaldo, ieri contadino e oggi superbo pretore. A chi infine gli obiettasse che dovrebbe cantare il presente, il poeta risponde che non è in grado di raccontare i novelli eroi, né l'ingegno gallico che ha inventato la ghigliottina. (65-97)

Titoli alternativi
  • Sermone primo (scritto in Venezia, 1803). A Gio. Battista Pagani (Braidense, Manzoniano, Antina X.1)
  • Sermone primo scritto in Venezia nel 1803 a Gio(van) Batt(ist)a Pagani (Manoscritto CM)
  • Sermone a Gio(van) Battista Pagani (Braidense, Manzoniano, B.XIV.7)
Incipit
Perché, Pagani, de l'assente am[ico]
Metro
endecasillabi sciolti
Storia del testo

I manoscritti Antina X.1 e CM concordano nell'indicare il sermone come "scritto in Venezia nel 1803": questa può essere la data dell'inizio dei lavori, o un "rimaneggiamento" autoriale dovuto alla decisione di farne il testo d'apertura dei Sermoni (BOGGIONE 2002, p. 369, contra BARBI 1943B). È infatti da identificare con il "terzo sermone" (verosimilmente, dopo Amore a Delia e il Panegirico a Trimalcione, BARBI 1943B) che Manzoni dice di avere quasi completato nella lettera a G.B. Pagani del 24 marzo 1804 (lettera 5). È altresì probabile che la data nel manoscritto faccia semplicemente riferimento all'inizio dei lavori, evidentemente risalente al 1803.

Con un'altra lettera al Pagani del 6 novembre 1804 (lettera 8) Manzoni invia un sermone all'amico, che secondo molti (BEZZOLA 1966 contra SANESI 1942A) sarebbe da identificare con A G. B. Pagani. Nella lettera, Manzoni afferma di aver mandato l'unica copia esistente di questo sermone al Monti, che non l'ha voluta restituire, e di conseguenza si trova costretto a riscriverlo a memoria per l'amico. Se dunque si tratta davvero di A G. B. Pagani, è forse da credere che da questa stesura "a memoria" derivino i testimoni in nostro possesso. (vedi letterari 29.2.1, p. 19) L'identificazione del sermone della lettera 8 con A G. B. Pagani resta però controversa, dal momento che sembra stridere con la dichiarazione della lettera 5, secondo la quale Manzoni stava "terminando" il sermone dedicato all'amico, implicando che tra la fine della stesura e l'invio effettivo del componimento (nella lettera 8 definito ancora "imperfetto, abbozzato") siano passati circa sette mesi. (SANESI 1942A, pp. 268-273)

Date di elaborazione

ante 24 marzo 1804 (lettera 5) - ante 6 settembre 1804 (lettera 8)?


Relazioni

Testimoni manoscritti (vedi tutti)
  • Carte Grossi • Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani
    (Trascrizione di Luigi Rossari su dettatura di Manzoni stesso di un frammento composto dei versi 21-24 (il primo e l'ultimo mutili). Datato ottobre 1857. )
  • S.P.II.127.d.1 • Milano, Biblioteca Ambrosiana
    (Apografo, redazione più antica nota)
  • Manz.B.XIV.7 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Apografo, redazione successiva a S.P.II.12. Antica segnatura: Braidense XX. 7 (erroneamente riportata come "X. 7" da Boggione 2002))
  • Antina X 1 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Apografo dell'autografo di Torti contenente una redazione successiva a B.XIV.7. Esemplato da G.M. Zendrini.)
  • Papiers Mohl-Fauriel, 34233 • Parigi, Bibliothèque de l'Institut de France
    (Apografo dell'autografo di Torti contenente una redazione successiva a B.XIV.7)
  • "Sermoni satirici" (provv) • Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani
    (Apografo da un originale quasi identico a Torti che forse testimonia lo stadio più tardo; manca la citazione oraziana in esergo.)

Prima edizione
  • STOPPANI 1874 = Stoppani Antonio, I primi anni di Alessandro Manzoni: spigolature, con aggiunta di alcune poesie inedite o poco note dello stesso Alessandro Manzoni, Milano, Bernardoni, 1874
    (pp. 201-204, basato sul ms. Antina X 1)

Edizioni di riferimento
  • DANZI 2012A = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, a cura di Luca Danzi, Milano, BUR Rizzoli, 2012
    (pp. 183-191 (riproduce il testo Gavazzeni con un emendamento))
  • BOGGIONE 2002 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, a cura di Valter Boggione, Torino, Unione tipografico-editrice torinese, [2002] (Classici italiani)
    (pp. 370-377)
  • GAVAZZENI 1992 = Manzoni Alessandro, Poesie prima della conversione, A cura di Franco Gavazzeni, Torino, Einaudi, 1992 (Nuova universale Einaudi, 209)
    (pp. 141-143 (basato su Mohl-Fauriel 34233, con emendamenti propri e di Folena))
  • LONARDI-AZZOLINI 1992B = Manzoni Alessandro, Tutte le poesie, 1797-1872, a cura di Gilberto Lonardi, commento e note di Paola Azzolini, Venezia, Marsilio, 1992 (Letteratura universale. Esperia)
    (testo pp. 111-113; nota al testo e commento pp. 292-295)
  • CHIARI-GHISALBERTI 1957 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, Milano, Mondadori, 1957 (Tutte le opere di Alessandro Manzoni, a cura di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti, “I classici italiani", vol. I)
    (testo pp.175-177; nota al testo pp. 875-876)
  • BARBI-GHISALBERTI 1950 = Manzoni Alessandro, Scritti non compiuti. Poesie giovanili e sparse, lettere, pensieri, giudizi, con aggiunta di testimonianze sul Manzoni e indice analitico, in Manzoni Alessandro, Opere di Alessandro Manzoni, Centro Nazionale di Studi Manzoniani, a cura di Michele Barbi e Fausto Ghisalberti, Milano, Casa del Manzoni - Firenze, Sansoni, 1942-1950 (3 voll.)
    (pp. 54-56)
  • SANESI 1954 = Manzoni Alessandro, Poesie rifiutate e abbozzi delle riconosciute, a cura di Ireneo Sanesi, Firenze, Sansoni, 1954
    (pp. 63-66, basato sul testo dle manoscritto parigino)

Risorse correlate
Edizione del testo in preparazione

Scheda di Francesco Feriozzi | Cita questa pagina