Il Conte di Carmagnola

Insieme editoriale: Tragedie

Argomento della tragedia è l’ultima parte della vita (1425-1437) di Francesco da Bussone, conte di Carmagnola (nato 1385 ca.), ambizioso condottiero di ventura di umili origini, segnalatosi, negli anni al servizio di Filippo Maria Visconti, come il più valente comandante dell’esercito e principale fautore del potere del signore, al quale è legato anche da vincoli di parentela, avendo sposato una parente di lui, Antonietta Visconti. Passato poi al servizio della Repubblica di Venezia, in seguito a un’aperta ostilità del duca, il Carmagnola si trova a combattere una guerra contro l’antico padrone. La tragedia si apre proprio con la deliberazione del senato veneto che affida al condottiero il comando dell’esercito contro Filippo Visconti, i cui uomini sono pesantemente sconfitti nella battaglia di Maclodio del 1427, oggetto del celebre coro della tragedia. La vittoria si conclude con la decisione del Carmagnola di liberare i prigionieri, uso comune per l’epoca, come riferisce Manzoni sia nelle Notizie storiche premesse all’opera, sia per bocca dello stesso generale, ma l’atto viene preso a pretesto, insieme ad altre decisioni e vicende militari, per muovere al Carmagnola accusa di tradimento e condannarlo a morte. All’origine della decisione sono da rintracciarsi l’invidioso disprezzo e l’aristocratica chiusura di alcuni dei senatori e generali veneziani, in particolare del senatore Marino, incarnazione del potere oppressore e corrotto, volto a interessi tutti particolari. L’opera si conclude con l’incontro del Carmagnola con la moglie e la figlia, dalle quali si congeda prima di avviarsi all’ingiusta morte.
La tragedia, in cinque atti più un coro, successivo all’atto secondo, è preceduta da due scritti in prosa. Nel primo, la Prefazione, Manzoni espone le proprie considerazioni contro le unità aristoteliche, dando forma pubblica a molte delle riflessioni condivise già privatamente con Fauriel, Visconti e altri amici in favore del sistema romantico opposto a quello classico, accennando anche alla prossima pubblicazione di un discorso più approfondito in materia (che non verrà però pubblicato, almeno nella specifica forma annunciata). Nel secondo, Notizie storiche, l’autore presenta la vicenda del Carmagnola, soffermandosi su testimonianze storiche dalle quali ricava la tendenziosità delle accuse mosse al condottiero, prendendo posizione per la sua innocenza.

Incipit
È giunto il fin de' lunghi dubbi, è giunto
Metro
endecasillabi sciolti; coro: 16 strofe di otto decasillabi, schema A B A 'C B D D 'C
Struttura

Dedica; Prefazione; Notizie storiche; Personaggi; Atto I, scene I-V, vv. 441; Atto II, scene I-VI, vv. 316; Coro, vv. 128; Atto III, scene I-IV, vv. 322; Atto IV, scene I-III, vv. 437; Atto V, scene I-V, vv. 347.

Storia del testo

L’inizio della composizione materiale della tragedia è databile con certezza al 15 gennaio 1816, data autografa apposta sul recto della prima carta del manoscritto Manz.V.S.X.1. In questa prima fase vengono realizzate cinque scene dell’atto primo. A c. 31r segue una nuova data (18 dicembre 1816), a indicare l’inizio della composizione del secondo atto, del quale vengono stese le prime tre scene. Manzoni torna poi sul proprio lavoro e promuove la prima scena dell’atto secondo a sesta scena dell’atto primo, correggendo la didascalia, con un conseguente slittamento, questa volta non registrato materialmente sul manoscritto, delle scene seconda e terza dell’atto secondo, rispettivamente a prima e seconda. Segue la didascalia iniziale di una terza scena, ma il lavoro da questo punto in poi procede con lentezza, come lamentato in una lettera a Fauriel dell’11 giugno 1817 dallo stesso Manzoni, che il 21 giugno interrompe la composizione per iniziare la stesura della Pentecoste (cfr. datazione autografa Manz.V.S.IX.3., c. 22r).

L’elaborazione della tragedia riprende con una seconda stesura dell’atto secondo, della consistenza di tre scene totali, preceduta da un foglio-copertina non numerato recante l’indicazione «A[TTO]. 2°». Il nuovo atto, di contenuto militare e respiro nettamente divergente rispetto all’impostazione «urbana e popolare» (BARDAZZI 1985, p. XXVIII) del primo getto, rende necessario un riassestamento e adeguamento di quanto scritto, che avviene in parte direttamente sul manoscritto Manz.V.S.X.1 e in parte su mezzi fogli volanti, attualmente relegati in fondo allo scartafaccio (cc. da 151 in poi).

La revisione dà origine a una riscrittura in pulito, ospitata dal manoscritto Manz.B.X.1, che reca una nuova stesura dell’atto primo, corretto e ridotto sia in numero di versi che di scene, e l’atto secondo, anch’esso rivisto. Manzoni torna poi a lavorare sullo scartafaccio originario (Manz.V.S.X.1), cui aggiunge il coro. Questa intensa fase si colloca tra l’interruzione della stesura della prima redazione della Pentecoste, nei mesi estivi del 1817, e l’inizio del lavoro per le Osservazioni sulla morale cattolica, che occupa l’autore dall’aprile del 1818 circa al 17 aprile 1819, quando inizia la stesura di un nuovo abbozzo della Pentecoste (cfr. datazione autografa Manz.V.S.IX.3, c. 28r). Il lavoro sulla tragedia riprende con continuità a partire dal 5 luglio [1819], secondo la data vergata sempre su Manz.V.S.X.1, a c. 76r, che inaugura la stesura dell’atto terzo. Gli ultimi tre atti sono tutti precisamente datati sul manoscritto: l’atto terzo viene terminato il 15 luglio, il quarto è scritto tra il 20 e il 31 luglio 1819 e il quinto tra il 4 e il 12 agosto dello stesso anno. Quest’ultima data segna dunque la fine della prima stesura integrale dell’opera, che risulta dai mss. Manz.B.X.1 per i primi due atti e Manz.V.S.X.1 per il coro e i tre atti successivi. Inizia a questo punto una nuova fase di revisione in funzione della trascrizione in pulito, che avviene sul ms. Manz.B.X.2, tenendo conto anche dei consigli di Ermes Visconti, traccia dei quali rimane sul foglio autografo costituente le cc. 171-172 di Manz.V.S.X.1. Manzoni provvede intanto all’allestimento dei paratesti introduttivi (Al lettore, poi Prefazione, e Notizie Storiche), vergati su un manoscritto a parte, Manz.V.S.XI.4, e il lavoro termina entro il 14 settembre, data in cui l’autore parte con la famiglia per Parigi, lasciando a Milano una copia della tragedia per il controllo della censura (MS Ital. 72), plausibilmente allestita da un copista professionista man mano che procedeva la revisione di Manz.B.X.2. La sistemazione del Carmagnola, testimoniata dallo stato materiale dei manoscritti e, in parte, dalla corrispondenza, continua anche a Parigi.

Il lavoro tipografico si svolge nel dicembre del 1819 sotto la supervisione di Giulio Ferrario, molto presto sostituito dal fratello Vincenzo e la princeps esce nel gennaio 1820. Nel 1823 viene realizzata da Fauriel la traduzione francese (Bossange), nella quale viene soppressa la distinzione tra personaggi storici e ideali, presente invece nell’edizione Ferrario. Segue nel 1848 una riedizione per OPERE VARIE 1845 che ripristina l’assetto originario del sistema dei personaggi e presenta alcune varianti rispetto alla princeps, oltre ad alcune differenze nei singoli volumi editi, causate da interventi avvenuti a tiratura in corso.

Date di elaborazione

1816-1820; -1848


Testimoni manoscritti (vedi tutti)
  • Manz.V.S.X.1 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (redazione A con molte rielaborazioni)
  • Manz.B.X.1 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (redazione A rielaborata atti I e II)
  • Manz.B.X.2 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (redazione B)
  • Manz.V.S.XI.4 • Milano, Biblioteca Nazionale Braidense
    (Prefazione e Notizie storiche)
  • MS Ital. 72 • Cambridge (USA), Harvard University, Houghton Library
    (copia per la censura)

Prima edizione
  • FERRARIO 1820 = Manzoni Alessandro, Il Conte di Carmagnola tragedia di Alessandro Manzoni, Milano, Ferrario, 1820

Edizioni di riferimento
  • SANDRINI 2004 = Manzoni Alessandro, Il conte di Carmagnola. In appendice: Testo della prima edizione, 1820; Versione francese di Claude Fauriel, 1823; Il conte Carmagnola, di Francesco Lomonaco, Premessa di Gilberto Lonardi. A cura di Giuseppe Sandrini, Milano, Centro nazionale studi manzoniani, 2004 (Edizione nazionale ed europea delle opere di Alessandro Manzoni : testi criticamente riveduti e commentati / diretta da Giancarlo Vigorelli, 3)
  • BARDAZZI 1985 = Manzoni Alessandro, Il conte di Carmagnola, edizione critica a cura di Giovanni Bardazzi, Milano, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 1985 (Testi e strumenti di filologia italiana. Testi, 7)
  • CHIARI-GHISALBERTI 1957 = Manzoni Alessandro, Poesie e tragedie, Milano, Mondadori, 1957 (Tutte le opere di Alessandro Manzoni, a cura di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti, “I classici italiani", vol. I)
    (testo p. 275-538; nota al testo pp. 924-1009)
  • SANESI 1954 = Manzoni Alessandro, Poesie rifiutate e abbozzi delle riconosciute, a cura di Ireneo Sanesi, Firenze, Sansoni, 1954
  • BARBI-GHISALBERTI 1943 = Manzoni Alessandro, Opere varie, in Manzoni Alessandro, Opere di Alessandro Manzoni, Centro Nazionale di Studi Manzoniani, a cura di Michele Barbi e Fausto Ghisalberti, Milano, Casa del Manzoni - Firenze, Sansoni, 1942-1950 (3 voll.)
    (pp. 215-312)

Risorse correlate
Edizione del testo in preparazione

Scheda di Beatrice Nava | Cita questa pagina