6952 scaf. D rip. 4 /24 [Postillato] Grosio, Biblioteca comunale

La Mésangère, Pierre : de
Dictionnaire des proverbes français; par m. de la Mesangère, de la Société Royale des antiquaires de France
A Paris : A Paris : chez Treuttel et Würtz, libraires, rue de Bourbon, nº 17 ... : et chez Rey et Gravier, libraires, Quai des Augustins, nº 55, 1823 (A Paris : de l'imprimerie de Crapelet, 1823), 1823
[4], 756 p. ; 8º
Lingua: francese
Note: Sul frontespizio monogramma dell’editore; indicazione del tipografo nel verso dell’occhietto. Esemplare online: https://books.google.it/books?id=vXgTAAAAQAAJ&pg=PA21&dq=dictionnaire+des+proverbes+fran%C3%A7ais&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiGlM62n-vYAhUM16QKHaiiCHEQ6AEIJzAA#v=onepage&q=dictionnaire%20des%20proverbes%20fran%C3%A7ais&f=false
Osservazioni sull'esemplare

Foglio incollato alla carta di guardia vergato in inchiostro blu (presumibilmente da Stefano Stampa) con la dedica a Giovanni Visconti Venosta: «Postillato da Alessandro Manzoni e donato dai suoi eredi a Giovanni Visconti Venosta. nell’occasione in cui fu chiamato col Prof. G. Rizzi e l’abate Ceroli a esaminare e ordinare i manoscritti, le carte, le corrispondenze di Manzoni dopo la sua morte. 1873.».

Vicenda collezionistica

A ringraziamento e ricordo dell’affetto filiale dimostrato nei confronti di Manzoni da Giovanni Visconti Venosta (1831-1906), gli eredi dello scrittore gli fecero dono del volume postillato, che nel 1982 fu a sua volta donato, insieme al resto della biblioteca, alla municipalità di Grosio dall’ultima erede dei Visconti Venosta, la marchesa Margherita Pallavicino Mossi.

Presentazione

La prima edizione del Dictionnaire des proverbes français è del 1821: l’opera, formata da 756 pagine, è introdotta da alcune Observations préliminaires nelle quali Mésangère cerca di riaffermare, all’interno della lingua francese, spesso accusata di essere troppo «verbeuse», il valore dei proverbi, capaci di essersi tramandati per secoli proprio in virtù della loro «justesse […] frappante». Per quanto riguarda la struttura del Dictionnaire , si rileva l’impianto spesso aneddotico della compilazione, che mira a ricostruire le varie ipotesi sulla genesi dei proverbi registrati, dei quali però sovente non viene data una spiegazione esaustiva o adeguata a comprenderne appieno il senso. Un’altra caratteristica rilevante dell'opera è lo sforzo comparatistico che si riconosce nella segnalazione di proverbi paralleli in altre lingue, maxime italiano e spagnolo, nonché nell’indicazione di numerose sententiae greche e latine.
La postillatura del dizionario si inserisce nella ricerca linguistica manzoniana per il romanzo: l’interruzione della postillatura a metà circa del vocabolario (p. 360) lascia ipotizzare che ben presto l’attenzione dell’autore si sia rivolta ai testi della tradizione fiorentinista (comici in primis), abbandonando così il testo francese. Le postille mostrano inoltre tracce cospicue del persistente bilinguismo di Manzoni, evidente nelle abbreviazioni «Cr.» (Crusca) e «Mil.» (milanese). Alcuni dei proverbi postillati si rintracciano inoltre nel romanzo (a partire dalla Seconda minuta); vi sono concordanze con i notabilia ai comici toscani, con le postille al corpus plautino e con gli Scritti linguistici. Come indicato da Evangelisti 2001-2003, inoltre, è possibile istituire un parallelo con lo studio manzoniano dei Modi di dire toscani ricercati nella loro origine di Sebastiano Paoli (1740), volume che, conservato nella biblioteca di Casa Manzoni, non reca però tracce evidenti di lettura.


Descrizione della postillatura

Si tratta di postille linguistiche: appoggiandosi al Vocabolario della Crusca, e presumibilmente anche al Vocabolario milanese-italiano di Francesco Cherubini, Manzoni cerca di trovare l’equivalente italiano dei proverbi francesi registrati dal Mésangère.

Data della postillatura

1823-1824

Strumento di scrittura
penna
Lingua delle postille
italiano; latino
Tipologia delle postille
lingua; traduzione
Segni di lettura
a p. 460 la citazione «Que Pantin serait content / S’il avait de vous plaire!» è incorniciata a matita, ma la paternità manzoniana di tale segno è assai dubbia.
Orecchie
pp. 51, 180, 181, 201, 227, 254.
Opere correlate
Edizioni
  • CIANFAGLIONI 2006 = Cianfaglioni Claudio, Vox populi vox dei? : proverbi e locuzioni idiomatiche nei «Promessi sposi», San Martino delle Scale, Abadir, 2006 (Testi e documenti, 4)
  • GHIRARDI 2018 = Sabina Ghirardi, Le postille manzoniane al «Dictionnaire des proverbes français» di Pierre de la Mésangère, in «Prassi ecdotiche della modernità letteraria», 3, 2018, pp. 205-232
Bibliografia
  • EVANGELISTI 2001-2003 = Simone Evangelisti, Un postillato inedito manzoniano, in «Annali manzoniani», Nuova serie, IV-V, 2001-2003, pp. 309-312

Scheda OPAC Braidense
TO0E072411

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