MANZ. 15. 0011 [Postillato] Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

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• Postilla n. 2

dov’è la lingua nazionale nel caso qui contemplato?

Questa postilla va collegata a un passo successivo del trattato dove si parla di «un dialetto principale e una lingua comune». Nel Sentir messa (STELLA - VITALE 2000A, p. 201-202), Manzoni evidenzia la fallacia logica del sistema di Cesarotti, che considera il toscano come un dialetto principale, cui si contrappone una «lingua comune». Tale lingua, argomenta Manzoni, non può né convivere con un dialetto predominate, né essere una somma di dialetti diversi, incluso quello predominante. Ma Cesarotti «intende ora l’una ora l’altra cosa» (cfr. qui postilla 3).

Luogo dell'opera: Parte prima

Termine o passo postillato: E qui cade in acconcio di esaminare se il predominio d’un dialetto giovi o nuoccia maggiormente alla lingua. […] il dialetto dominante pregiudica per molti capi alla lingua [1] perchè […] Impoverisce l’erario della lingua nazionale , defraudandola d’una quantità di termini e d’espressioni necessarie, opportune, felici, energiche, che si trovano negli altri dialetti.