MANZ. 15. 0011 [Postillato] Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

Pagina: 174


• Postilla n. 12

cioè nella vostra, non nella sua, nella lingua toscana del C. Napione e dell’abate Cesari che è la lingua di alcuni libri. Ma nella lingua toscana parlata il Mag.ti non aveva esempio di conversazione nobile e disinvolta! Ma se ce n’è esempio in tutti i dialetti parlati in qualche città! Necessità di crearsi uno stile nuovo di conversazione nobile e disinvolta!

Luogo dell'opera: Parte IV, X, nota 2

Termine o passo postillato: Questo celebre autore, [Magalotti] vantato meritamente per forbitezza di stile ne’ suoi Saggi dell’Accademia del Cimento, fu accusato d’esser poi nelle sue Lettere Familiari scritte in età più matura (si nota la circostanza) caduto in neologismi, gallicismi, e barbarismi evidenti. Il conte Napione, che ripete i pregi e le colpe del Magalotti, lo scusa in parte sulla necessità in cui fu di crearsi uno stile nuovo di conversazione nobile e disinvolta, di cui nella sua lingua toscana non avea esempio ; e anche perché avea lungamente praticato le corti ed i letterati oltremontani. Ciò viene a dirci due cose: l’una che di questo stile di conversazione graziosa e nobile trovava negli scrittori oltramontani , e segnatamente francesi, quel modello che non gli presentava l’Italia ; l’altra, ch’è assai difficile ricopiar nel suo stile i caratteri rettorici d’una nazione senza accostarsi poco o molto a quelle maniere che appunto li rappresentano.