CS.M 1355-1361 [Postillato] Milano, Biblioteca del Centro nazionale di studi manzoniani

Fagiuoli, Giovanni Battista <1660-1742>
Commedie di Gio. Batista Fagiuoli fiorentino. Tomo primo [-settimo]
In Lucca : per Salvatore e Giandomenico Marescandoli, 1734-1738
7 v. ; 12°
Lingua: italiano
Contenuto: Il corpus comico dell’autore è così ripartito: il primo tomo (1734) principia con un’avvertenza al «cortese lettore» nella quale Fagiuoli dichiara di aver preso la decisione di dare alle stampe un’edizione delle sue commedie che ponga un freno al moltiplicarsi di copie «manchevoli e scorrette, e più deformate»; l’autore smentisce quindi anche le informazioni menzognere che tali edizioni non autorizzate recavano a proposito del loro autore: né avvocato, né dottore, ma «un non affatto inutile Cittadino della mia patria», ecco come si dichiara, con efficace litote, Fagiuoli. Di seguito compaiono le commedie L’avaro Punito, L’astuto Balordo e Il Traditor Fedele. Il secondo tomo (1735) comprende La Nobiltà vuol Ricchezza, ovvero, il Conte di Bucotondo; Un vero Amore non cura Interesse; Non bisogna in Amor correre a furia e La virtù vince l’avarizia. Nel terzo tomo (1735) si possono leggere L’Aver cura di Donne è pazzia, ovvero, il Cavalier Parigino; Le Differenze aggiustate, ovvero, il Potestà Spilorcio e Amore non opera a caso. Il quarto tomo (1736) raccoglie le commedie Ciapo Tutore, ovvero il Potestà di Capraja; I Genitori corretti da’ Figliuoli; Il Sordo fatto sentir per forza. Nel quinto tomo sono contenute La forza della ragione, Gl’Inganni Lodevoli e Il Marito alla Moda. Il sesto tomo (1737) presenta L’Amante esperimentato; ovvero, Anche le Donne sanno far da Uomo; Ciò che pare non è; ovvero Il Cicisbeo sconsolato e Gli amanti senza vedersi. L’ultimo tomo (1738) infine racchiude Un vero Amore non cura interesse; L’Avaro punito; Amore non vuole avarizia; Amore, e fortuna; il Prologo «fatto pel Signor Giovacchino Fortini, per una Burletta dell’Autore» da recitarsi «con i Fantoccini»; le Controscene richieste all’autore dall’«Impresario del Dramma Regio Pastorale» per l’Aminta di Apostolo Zeno; in ultimo compare la Zingana che, destinata dall’autore al divertimento dei suoi figli e dei loro coetanei, non era stata ritenuta degna di pubblicazione: è lo stesso stampatore che dà però notizia del fatto che egli stesso ha dovuto prenderla «contro sua voglia» al fine di «render compiuto il più che fosse possibile il numero de’ fogli promessi in ciascun Tomo».
Presentazione

Giovan Battista Fagiuoli (1660-1742) è l'unico fiorentino nella triade dei rappresentanti del «superparlato toscano» (Trifone, L'italiano a teatro) insieme ai senesi Gigli e Nelli. Nelle sue quindici commedie (undici delle quali citate da Manzoni in margine alla Crusca, per un totale di 45 postille) Fagiuoli dà prova di «compiaciuto estro linguaiolo» attraverso lo «sfruttamento massiccio di locuzioni idiomatiche e proverbi» (ivi): non è però soltanto questo il motivo dell’interesse manzoniano (una simile ricchezza linguistica è caratteristica anche degli altri comici studiati e postillati): il vero valore aggiunto offerto da Fagiuoli è, infatti, la maggiore prossimità cronologica. Lontano dalla viva voce di Mercato Vecchio, Manzoni può infatti trovare in un autore del secolo precedente esempi di un fiorentino che, con buona approssimazione, può considerarsi, ancora al suo tempo, parlato – o per lo meno compreso – lungo le rive dell’Arno. Ne sono testimonianza le decine di reimpieghi delle locuzioni sottolineate nelle commedie di Fagiuoli nel romanzo, a partire dalla Seconda minuta, e le numerose citazioni negli spogli, tanto in quelli redatti da Manzoni quanto in quelli compiuti da Grossi, per il Sentir messa.


Descrizione della postillatura

Tutti i tomi presentano notabilia linguistici.

Opere correlate
Edizioni
  • CARTAGO 2013 = Cartago Gabriella, Un laboratorio di italiano venturo: postille manzoniane ai testi di lingua, Milano, Centro nazionale studi manzoniani, 2013 (Quaderni Manzoni, 10)

Comprende
  • CS.M 1355: 1: L'avaro punito. L'astuto balordo. Il traditor fedele [Postillato]
  • CS.M 1356: 2: La nobiltà vuol ricchezza, ovvero il conte di Bucotondo. Un vero amore non cura interesse. Non bisogna in amor correre a furia. La virtù vince l'avarizia [Postillato]
  • CS.M 1357: 3: L'aver cura di donne è pazzia, ovvero, Il cavalier parigino. Le differenze aggiustate, ovvero, Il potestà spilorcio. Amore non opera a caso [Postillato]
  • CS.M 1358: 4: Ciapo tutore, ovvero il potestà di Capraja. I genitori corretti da' figliuoli. Il sordo fatto sentir per forza [Postillato]
  • CS.M 1359: 5: La forza della ragione. Gl'inganni lodevoli. Il marito alla moda [Postillato]
  • CS.M 1360: 6: L'amante esperimentato ; ovvero, Anche le donne sanno far da uomo. Cio che pare non è; ovvero Il cicisbeo sconsolato. Gli amanti senza vedersi [Postillato]
  • CS.M 1361: 7: Un vero amore non cura interesse. L'avaro punito. Amore non vuole avarizia. Amore, e fortuna. Prologo. Controscene. Prologo. Zingana [Postillato]

Scheda OPAC SBN
NAPE005446

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